La crisi di ottobre in Québec

Truppe canadesi in QuébecFormalmente, la sua fondazione avvenne nel febbraio del 1963, ad opera di Georges Schoeters, Raymond Villeneuve e Gabriel Hudon, tre attivisti canadesi di ispirazione marxista-leninista: da quel momento, il Canada fu scosso dalle attività del Front de Libération du Québec, in lotta contro il governo centrale di Ottawa per la separazione e l’indipendenza della regione in prevalenza francofona, rispetto alla maggioranza anglofona dell’intera Nazione. Ispirandosi ad una politica di tipo insurrezionalistica, i suoi militanti e attivisti, nei sette anni di maggiore attività (dal 1963 al 1970) si resero protagonisti di oltre 160 azioni, tra attentati dinamitardi, rapine a istituti di credito a scopo di finanziamento e scontri a fuoco tra la polizia federale e le forze armate: di forte impatto mediatico fu, il 13 febbraio 1969, l’attentato dinamitardo alla Borsa Valori di Montréal, che causò il ferimento, in maniera più o meno grave, di venti persone. Ma l’azione più eclatante, che sfociò in una vera e propria crisi di livello internazionale, tanto da coinvolgere persino la Gran Bretagna, scoppiò nell’ottobre 1970.

War Measures Act in QuébecTutto ebbe inizio il 5 ottobre, quando una cellula del Front de Libération rapì James Cross, diplomatico inglese, mentre usciva dalla propria abitazione di Montréal per recarsi a lavoro: immediatamente, la macchina governativa si mise in moto per ottenere la liberazione dell’ostaggio, così come quella delle forze di sicurezza intenzionate a smantellare quanto prima tutte le cellule del movimento. Affinché il diplomatico fosse rilasciato, i capi del Fronte chiesero che la principale emittente televisiva canadese, la CDC, desse lettura del manifesto politico di rivendicazione dell’autonomia e dell’indipendenza della regione del Québec, nonché l’immediata liberazione di alcuni esponenti che erano stati arrestati dai Canadesi: il giorno seguente, la rete televisiva mandò in onda il manifesto, che venne letto nelle due lingue ufficiali del Canada, in francese e in inglese. Forti dell’azione intrapresa il giorno 5, nonché delle simpatie politiche di numerosi cittadini francofoni, il 10 ottobre Pierre Laporte, Ministro del Lavoro e Vice Primo Ministro del Québec, venne a sua volta rapito mentre si trovava con la propria famiglia nel giardino di casa: a questo punto il Premier Pierre Trudeau dispose l’immediato dispiegamento delle forze militari, nonché l’utilizzo del War Measures Act, dando facoltà alle forze dell’ordine di arrestare qualsiasi cittadino che fosse sospettato di attività terroristica, senza la necessità di processo o motivazione giudiziaria.

Disinnesco di una bomba a MontréalL’inasprimento delle misure di sicurezza cominciò “a dare i suoi frutti”: numerosi sostenitori del Front de Libération vennero individuati e arrestati, cosa che portò al progressivo smantellamento di numerose cellule terroristiche attive: entro il 16 ottobre, ben 457 saranno gli arrestati. Una settimana dopo l’adozione del War Measures Act, con il Governo non più intenzionato a cedere a qualsiasi tipo di ricatto e collaborazione, una telefonata anonima ad una emittente radiofonica, annunciò l’avvenuta esecuzione del Ministro Laporte. Il corpo venne rinvenuto poche ore dopo all’interno del bagagliaio di una vettura a Saint Hubert, distante poco più di 14 chilometri da Montréal: intanto, James Cross era ancora tenuto in ostaggio. La svolta decisiva per la risoluzione dell’intera crisi avvenne il 2 dicembre 1970, quando Jacques Cossette-Trudel e Louise Lanctôt, due dei rapitori del diplomatico britannico, vennero arrestati dalla polizia canadese: la mattina del 4, James Cross venne rilasciato, dopo quasi sessanta giorni di prigionia e dopo che per i cinque membri del Front de Libération du Québec, autori del rapimento, ebbero la certezza di poter usufruire di un salvacondotto offerto dal governo per raggiungere Cuba e Fidel Castro.

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