Addison Baker, Roy Harmon e George Keathley. Le Medal of Honor di Firenze

Medal of Honor George KeathleyLa sua costruzione ha avuto inizio nel 1949, quattro anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, in una zona collinare alle porte di Firenze, tra le località di Falciani e Scopeti, bagnate dal Fiume Greve: si tratta del Cimitero Militare americano in memoria di quei soldati che caddero durante le operazioni belliche nella penisola nell’arco di tempo che va dalla liberazione di Roma (4 giugno 1944) alla cessazione delle ostilità (2 maggio 1945). Molti dei caduti qui raccolti (in tutto sono presenti 4402 croci bianche, di cui 209 ignoti) caddero durante le fasi salienti dell’assalto alla Linea Gotica, che per un inverno tenne letteralmente inchiodate le forze alleate determinando un periodo di stallo per l’intero fronte: complice un inverno tra i più rigidi mai registrati, le forze italo-tedesche per un breve momento ritrovarono anche l’iniziativa, scatenando in Garfagnana l’Operazione Wintergewitter, cogliendo impreparate le forze americane e causando numerose perdite tra gli Alleati.

Medal of Honor Baker AddisonDisposte in otto sezioni, ogni croce ha incise le generalità del militare caduto e la data di morte; lungo il viale principale, poi, si sale all’area superiore, dove è stata eretta una cappella per le celebrazioni funebri e, in due atri aperti ai lati, sono rappresentate le fasi salienti dell’avanzata alleata su grandi marmi bianchi. Infine, su una grande parete, che congiunge i due atri, sono incisi i nomi di altri 1409 soldati caduti, i cui corpi non vennero mai rinvenuti. Tra i caduti che riposano all’interno del grande cimitero, vi sono anche tre militari che sono stati decorati con la massima onorificenza degli Stati Uniti d’America, la Medaglia d’Onore del Congresso. Addison Baker era Tenente Colonnello dell’USAAF, l’aviazione statunitense, in forza al 93° Gruppo Bombardieri, di stanza durante la guerra all’aeroporto di Bengasi, in Libia. Anche quella del 1° agosto 1943 doveva essere una missione come le tante altre già avvenute: decollata una formazione di B24 Liberator, a causa di alcuni imprevisti (tra cui la caduta del velivolo di testa che segnava la rotta) il Tenente Colonnello Baker, dopo aver raggiunto il bersaglio, cercò invano di sfuggire alla contraerea tedesca: durante la fase di disimpegno, evitò una collisione in volo con altri B24, determinando, al contempo, una repentina perdita di quota e l’abbattimento del suo velivolo. Le sue spoglie non vennero mai più ritrovate e il suo nome venne inciso, per la memoria, tra quelli ricordati nel cimitero di Firenze.

Medal of Honor Roy HarmonRoy Harmon e George Keathley, invece, erano due Sergenti di Fanteria, in forza, rispettivamente, nel 362° Reggimento (91a Divisione) e nel 338° Reggimento (85a Divisione). Il Sergente Harmon, il 12 luglio 1944, durante un assalto condotto a Casaglia, assieme al suo plotone mosse all’assalto di alcune posizioni fortificate tedesche: riuscì a distruggerne una prima di venire ferito dall’intenso fuoco delle mitragliatrici nemiche. Rifiutò ogni cura e, nonostante la gravità delle ferite, mosse all’attacco di un altro caposaldo, venendo però falciato mortalmente da una scarica di fucileria. Il Sergente Keathley, invece, si trovava sul Monte Altuzzo, sugli Appennini attorno Firenze, quando il 14 settembre 1944 prese il comando di un plotone di soldati formato dai pochi resti di due reparti decimati dal fuoco tedesco. Organizzò la difesa, incitò gli uomini a resistere fino all’arrivo dei rinforzi, svolse egli stesso il ruolo di collegamento tra le unità per non togliere neanche un soldato dalla prima linea: l’assalto tedesco venne respinto, ma tra i caduti di quella giornata vi fu anche George Keathley, colpito mortalmente da una fucilata.

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