Salvate il soldato Hubbard

Nathan HubbardCome per il pluripremiato agli Oscar Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, ispirato ad un fatto realmente accaduto, ovvero la storia del Sergente Frederick Niland, paracadutista della 101a Divisione Aviotrasportata, che perse due fratelli durante lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944 (un terzo, creduto morto nel teatro del Pacifico, era in realtà prigioniero e tornò a casa alla fine del conflitto), anche la moderna guerra del ventunesimo secolo in Iraq ha avuto il “suo Ryan” da salvare. Perchè, nel 2007, quando il conflitto più impopolare dal Vietnam mieteva quotidianamente caduti americani a seguito di imboscate con Jared Hubbardordigni improvvisati, tutti gli Stati Uniti si commossero di fronte alla vicenda di Jason Hubbard, effettivo nella 25a Divisione Fanteria. Originario di Clovis, sobborgo di Fresno, in California, ha visto cadere i due suoi fratelli in terra irachena: Jared, nel 2004, rimase vittima di un ordigno improvvisato nella città di Ramadi, mentre era impegnato in un’attività di ricognizione e pattugliamento; si era arruolato volontario nei Marines a dicembre 2001, pochi mesi dopo il drammatico attentato dell’11 settembre. Tre anni dopo, nel 2007, un altro dei fratelli Hubbard cadde in Iraq: Nathan, il più giovane, a 21 anni, trovò la morte nello schianto di elicottero Black Hawk, assieme ad altri quattordici soldati, dopo che il velivolo aveva accusato un guasto tecnico ai motori, durante un’operazione notturna.

Jason HubbardEppure, Nathan Hubbard, prima di partire per il fronte, rilasciò una dichiarazione che, forse, suonò molto come una premonizione: “La gente che va sa di rischiare, sa che può essere uccisa. E’ un realtà che devi accettare e sulla quale non c’è da dilungarsi”. Jason, quando vide arruolare il fratello Nathan, decise di seguirlo e lasciare la promettente carriera di Vice Sceriffo nella polizia locale, tanto da essere assegnati entrambi alla 3a Brigata, 25a Divisione. Da fratello maggiore, lo voleva proteggere, riportarlo da mamma e papà sano e salvo. Ma la guerra si portato lo stesso via Nathan: così, in base ad una disposizione del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, l’ultimo superstite di una famiglia che si trovi in zona di combattimento, deve essere rimpatriato dalla famiglia. Questa politica, definita in gergo dell’ultimo superstite, venne introdotta dopo che il 13 novembre 1942, cinque fratelli (i Fratelli Sullivan), rimasero uccisi nell’affondamento dell’Incrociatore Leggero USS Juneau ad opera di un sommergibile giapponese durante la battaglia di Guadalcanal. Per questo, nell’agosto 2007, la guerra più impopolare dai tempi del Vietnam scosse le coscienze di molti cittadini americani: sullo sfondo il conflitto in Iraq, sulla scena principale il dramma di una famiglia che ha visto morire due dei suoi tre figli. Sulla scena principale della vita, non di un film.

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