Il navigatore italiano è sbarcato nel Nuovo Mondo

Enrico FermiSpesso le grandi scoperte avvengono in luoghi impensabili. Come, ad esempio, in un campo da raquets, una sorta di gioco del tennis praticato al chiuso, in uno scantinato semi abbandonato dell’Università di Chicago. Ed è li che il navigatore italiano sbarcò nel Nuovo Mondo: il navigatore non era quel Cristoforo Colombo che nel 1492 raggiunse le Reattore nucleare di Enrico Fermiodierne Bahamas con tre caravelle, ma un fisico, Premio Nobel nel 1938, “per la sua dimostrazione dell’esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti da irraggiamento neutronico, e per la relativa scoperta delle reazioni nucleari indotte da neutroni lenti”. Il fisico-navigatore era Enrico Fermi e il 2 dicembre 1942, davanti a quadranti luminosi e formule matematiche, attorno alle 15.25, cominciò ad udire un rapido ticchettio: all’interno del CP-1, acronimo di Chicago Pile 1, un reattore nucleare costituito da una pila di uranio e blocchi di grafite, era avvenuta la prima fissione nucleare controllata da parte dell’uomo. L’umanità, quel lontano 2 dicembre 1942, entrava a tutti gli effetti nell’era nucleare moderna. E, il tutto, grazie ad un fisico italiano, anticipatore dei suoi tempi, tra i fondatori della moderna fisica nucleare del Novecento nei locali dell’Università Normale di Pisa prima e poi in Via Panisperna a Roma, dove nacque, a partire dal 1929, uno dei più moderni e all’avanguardia istituti di ricerca.

Fiasco di vino dei fisiciLa dimostrazione che l’energia atomica era possibile controllarla durò esattamente 28 minuti, dopodiché Enrico Fermi fermò il reattore tra gli applausi dei presenti. Fu allora che un fisico ungherese, naturalizzato statunitense, Eugene Wigner, stappò una bottiglia di vino Chianti e tutti gli scienziati brindarono in silenzio: Fermi, poi, per immortalare quella storica giornata chiese a tutti di firmare il fiasco di vino, ancora oggi custodito all’interno dell’Argonne National Laboratory, uno dei più grandi ed antichi laboratori nazionali di ricerca degli Stati Uniti. Dopo il successo del Chicago Pile 1, la strategia bellica e la guerra avrebbero preso il sopravvento sulla scienza: venne dato avvio al Manhattan Project e, sotto la direzione del fisico Julius Robert Oppenheimer, nel luglio 1945 esplose con successo la prima bomba atomica della storia e, due mesi più tardi, le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki subirono i primi e unici bombardamenti nucleari. Ma tutto fu reso possibile grazie alle intuizioni di una delle menti italiane più brillanti e rivoluzionarie della storia mondiale e ad un gruppo di ragazzi (Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segré, Bruno Pontecorvo, Oscar D’Agostino e Ettore Majorana) che in Via Panisperna a Roma mossero i primi, incerti, passi dell’era nucleare moderna.

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