L’abbattimento del volo Korean Air Lines 007

Volo KA 007Se per la tragedia di Ustica del 27 giugno 1980, quando un DC9 della compagnia Itavia esplose in volo al largo di Ponza, sono serviti ben ventitré anni di processi e ricorsi nei vari gradi di giudizio per appurare che il velivolo venne abbattuto da un missile lanciato da un non precisato aereo militare (sentenza del 28 gennaio 2013), per un’altra tragedia aerea non vi furono dubbi: quello del volo Korean Air Lines 007, abbattuto il 1 settembre 1983 nei cieli dell’Isola di Moneron, ad ovest di Sachalin, allora territorio dell’Unione Sovietica. Alle 03.26, infatti, dopo essere stato intercettato da due caccia SU15 TM dell’aviazione sovietica, due missili AA3 Anab colpirono l’aereo civile sulla fusoliera e ad uno dei quattro motori, facendolo in un primo momento stallare verso l’alto e poi precipitare verso il mare, prima di spezzarsi in due e inabissarsi nell’oscurità. Il disastro rischiò di compromettere le relazioni internazionali tra Est e Ovest, in un momento in cui la Guerra Fredda era alla sua recrudescenza massima. Washington accusò Mosca di aver causato proditoriamente la morte di 269 persone, condannando in tutti i consessi internazionali le autorità russe; dal canto suo, Mosca accusava il volo di avere sconfinato all’interno dello spazio aereo sovietico, di non aver risposto alle comunicazioni via radio e, cosa ancora più grave, che si trattasse in realtà di un volo per attività di spionaggio.

Rotta programmata e rotta tenuta dal KA007Il volo, decollato dall’Aeroporto Internazionale John Kennedy di New York la mattina del 31 agosto 1983, effettuò uno scalo intermedio ad Anchorage, dove venne rifornito di carburante per la continuazione del suo viaggio, ma la destinazione finale, l’aeroporto di Seoul, non venne mai raggiunta. Ai comandi sedeva l’esperto pilota Chun Byung In, con un trascorso nell’aviazione militare coreana, con oltre diecimila ore di volo accumulate: l’esperienza, purtroppo, non bastò a prevenire la sciagura. Le successive indagini svolte dall’ICAO (International Civil Aviation Organization) portarono a supporre che alla base dell’abbattimento da parte dell’aviazione sovietica fu un errore di rotta tenuto dai piloti, unito alla presenza nella medesima aerea di un velivolo spia americano in pattugliamento a ridosso delle acque territoriali russe. Ma alla base restò comunque l’errore dei piloti del Korean Air Lines 007: ancora prima di giungere ad Anchorage, infatti, Chun Byung In attivò l’autopilota programmato per seguire la direzione magnetica, determinando così lo sconfinamento sullo spazio aereo sovietico. Stando alle ricostruzioni fornite dalle autorità russe, fu solo dopo aver tentato inutilmente di comunicare con il volo, che venne dato ordine al Maggiore Gennadij Nikolaevic Osipovic di intercettare e di utilizzare qualsiasi mezzo per fermare il Boeing 747. Dal controllo a terra, scambiatolo sul radar per il velivolo spia tenuto già sotto controllo e che procedeva su una rotta quasi parallela e sovrapposta, venne dato ordine di abbatterlo: da quel momento, passò appena qualche minuto e per i 269 uomini a bordo non vi alcuna possibilità di salvezza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...