Marsica: una tragedia all’ombra della Grande Guerra

Sisma di AvezzanoL’Italia era ancora neutrale il 13 gennaio 1915. Nonostante “metà della popolazione in guerra”, come scrisse Achille Beltrame in una delle sue prime copertine per la Domenica del Corriere, le famiglie italiane vedevano questo nuovo conflitto lontano, senza averne capito i delicati equilibri di alleanze che si erano messi in moto. Tutti (o quasi) ignoravano l’esistenza di trattative tra il Governo di Roma e gli Stati dell’Intesa, che poi porteranno al Trattato di Londra dell’aprile 1915 e alla dichiarazione di guerra del maggio successivo. Il Piave, per il momento, si limitava a scorrere, non a mormorare. Eppure, la tranquillità di due regioni italiane, l’Abruzzo e il Lazio, la mattina del 13 gennaio 1915 venne sconvolta: una scossa di immani proporzioni (settimo grado della Scala Richeter, undicesimo per la Mercalli) devastò l’area della Marsica e del Lazio meridionale, venendo avvertita distintamente fino nella Pianura Padana. Appena sette anni erano trascorsi dal drammatico sisma (a cui seguì uno tsunami) di Reggio Calabria e Messina del 1908: allora i morti furono oltre 120.000 e i due capoluoghi totalmente rasi al suolo, così come decine e decine di centri abitati minori.

Terremoto della MarsicaL’epicentro venne registrato nell’altopiano marsicano del Fucino, un’area ad elevata sismicità, dove si incontrano ancora oggi delle faglie che si sono formate più di 5-2,5 milioni di anni fa. L’evento sismico si verificò attorno alle 07.48, sconvolgendo l’intera area e causando, per l’intensità, cambiamenti fisici e geografici negli avvallamenti collinari e nei corsi fluviali. Le vittime furono oltre 33.000, decimando la popolazione di quasi quaranta comuni: i centri maggiormente colpiti furono Avezzano, completamente rasa al suolo, dove si contarono 9238 morti e Gioia dei Marsi, Pescina e San Benedetto, con più di 11.200 vittime. Ingenti furono i danni alle abitazioni e ai principali luoghi di culto e pubblici: la Cattedrale di San Bartolomeo ad Avezzano si sbriciolò letteralmente, come se fosse stata minata, mentre dell’imponente Castello Orsini rimasero in piedi soltanto poche mura.

Terremoto della MarsicaMa ciò che mise in evidenza il sisma, fu la completa impreparazione dello Stato italiano, nonostante la sciagura del 1908: poche le abitazioni che rispettavano la normativa antisismica (anche se nel 1915 una vera e propria legislazione in materia non esisteva). Nelle ore immediatamente successive al terremoto, dai capoluoghi vicini cominciarono a confluire nell’area della Marsica i primi soccorsi: da L’Aquila giunse il 13° Reggimento Fanteria, mentre da Roma uomini della Legione Territoriale dei Carabinieri Reali, dell’81° e 82° Reggimento, elementi del Genio e della Sanità Militare. Subito venne tentato di dare assistenza ai bambini rimasti orfani e ai feriti gravi. Nei giorni seguenti, contingenti di Bersaglieri e dei Granatieri di Sardegna si unirono, instancabili, nelle opere di soccorso. Ma i venti di guerra cominciarono a soffiare anche per l’Italia. Poche settimane dopo l’inizio della catena dei soccorsi, infatti, i reparti delle Forze Armate cominciarono ad essere gradualmente sostituiti con personale civile e della Croce Rossa, tanto che al 31 gennaio 1915 restavano nelle aree colpite solo pochi drappelli del Genio e delle locali legioni territoriali dei Carabinieri Reali, delle Guardie Regie e delle Fiamme Gialle: il grosso dei reparti rientrò nelle caserme di appartenenza, mentre alcuni, tramite ferrovia, vennero già schierati alla frontiera. E proprio i soldati appartenenti ai primi soccorritori, quattro mesi dopo, si renderanno protagonisti delle prime azioni di guerra contro il multietnico esercito austro-ungarico: ma questa volta, la distruzione e la morte non era opera della natura, ma dell’uomo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...