Una storia dimenticata

la-ciociaraLa nostra storia ha inizio a metà del 1944, nel mese di maggio, dopo le quattro battaglie di Montecassino, la distruzione della secolare abbazia di San Benedetto e lo sfondamento della linea Gustav ad opera delle truppe polacche del Generale Anders e del corpo di spedizione francese del Generale Juin. Fermiamoci per un attimo e andiamo al 1952. Precisamente al 7 aprile. Una data che ai molti non significa niente, che i più non ricordano: la  guerra finita da poco più di cinque anni e un Paese tutto da ricostruire. Ma per la deputata Maria Maddalena Rossi, del PCI, è, e sarà una data storica. La nostra storia continua nel 1960 con un film, interpretato da Sofia Loren e diretto da Vittorio De Sica. Dirà lo scrittore Norman Lewis, all’epoca ufficiale britannico sul fronte di Montecassino nel suo libro “Napoli ’44”: Tutte le donne di Patrica, Pofi, Isoletta, Supino, e Morolo sono state violentate. A Lenola il 21 maggio hanno stuprato cinquanta donne, e siccome non ce n’erano abbastanza per tutti hanno violentato anche i bambini e i vecchi. I Marocchini di solito aggrediscono le donne in due: uno ha un rapporto normale, mentre l’altro la sodomizza”. L’Italia spezzata letteralmente in due, al nord i Tedeschi e la Repubblica Sociale; al sud gli anglo-americani e i comitati di liberazione. E la guerra civile, la peggiore che possa colpire una Nazione. E la popolazione, i milioni di Italiani vittime dei bombardamenti e delle rappresaglie, subirono le violenze dei liberatori. Nel Lazio, nell’alta Campania, a Napoli e Salerno, nella Ciociaria, si aspettavano di vedere gli Yankees, le bandiere a stelle e strisce. E invece videro arrivare “lu diavoli”. I diavoli erano i tristemente noti goumiers del Generale Juin, le truppe coloniali del corpo di spedizione francese. Non combattevano per la bandiera, non combattevano per liberare l’Italia, non combattevano per i loro fratelli in armi. Combattevano per violentare e seviziare, razziare e depredare. Per loro, il bottino di guerra erano le donne italiane, le figlie dei soldati al fronte, le anziane che non potevano scappare.

Difendila!Storie dimenticate quelle delle marocchinate, al pari di tante altre tristi vicende del secondo conflitto mondiale e fatte conoscere al grande pubblico per il coraggio di pochi: per primo, Alberto Moravia con il libro “La ciociara”, scritto già nel 1944 per denunciare le atrocità commesse. Ma la guerra era ancora in corso, e i nemici da battere erano i Tedeschi e i Fascisti di Salò e niente e nessuno poteva mettere in dubbio gli eserciti liberatori, quegli eserciti che stupravano e bombardavano le città italiane anche quando, in teoria, il nostro Paese era loro alleato. Sarà poi la deputata Maria Maddalena Rossi a parlarne il 7 aprile 1952 in un’aula del Parlamento imbarazzata di fronte ad una donna che metteva in luce le violenze sessuali commesse nell’Italia Centrale dai marocchini del Generale Juin. Ma era un’Italia ancora debole, piena zeppa dei moralismi dell’800 e lontana dalla “rivoluzione sessuale”. Nel 1960 Vittorio De Sica mise dietro la cinepresa il libro di Alberto Moravia, tanto da far vincere a Sofia Loren il premio oscar. Ma anche dopo questa volta, la storia delle marocchinate venne dimenticata. Ma quante furono le donne, le ragazze e, a volte, anche gli uomini, stuprati e sodomizzati? Non ci sono cifre certe, soprattutto per le reticenze da parte delle donne violate, che spesso sentivano su di sé l’onta della violenza subita. Rimarranno le parole pronunciate nel 2011 da Emiliano Ciotti, presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate: dalle numerose documentazioni raccolte, oggi possiamo affermare che ci furono un minimo di 20.000 casi accertati di violenze, numero che comunque non rispecchia la verità; diversi referti medici dell’epoca riferirono che un terzo delle donne violentate, sia per vergogna o per pudore, preferì non denunciare. Facendo una valutazione complessiva delle violenze commesse dal corpo di spedizione francese che iniziò le proprie attività in Sicilia e le terminò alle porte di Firenze, possiamo affermare con certezza che ci fu un minimo di 60.000 donne stuprate, con ben 180.000 atti di violenza nei loro confronti. Che cosa vuol dire ciò? I goumiers stupravano le donne in gruppi composti da tre a venti unità, per paura della reazione di mariti, amici o parenti, ma ci sono stati numerosi casi dove le donne sono state violentate da gruppi di cento, duecento e addirittura trecento magrebini”.

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One thought on “Una storia dimenticata

  1. Bombardamenti indiscriminati sulle città, fucilazioni sommarie di militari arresisi e di civili. E ancora stupri, violenze e saccheggi. Per arrivare alla tragedia delle foibe e dell’esodo… Ecco chi erano veramente i liberatori della nostra terra!

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