L’equipaggio del sommergibile UC12

Sommergibile UC12Dopo un periodo piuttosto lungo di inattività, causa impegni lavorativi, riprendiamo la pubblicazione dei nostri articoli di storia militare, che nel tempo hanno visto numerosi apprezzamenti da parte dei lettori. Ebbene, dove eravamo rimasti? Ci eravamo salutati con la storia del Kursk, il sottomarino russo affondato nell’agosto 2000 nel Mar di Barents; oggi ripartiamo con la storia di un altro sommergibile, questa volta di nazionalità austriaca, affondato il 16 marzo 1916 all’imboccatura del Golfo di Taranto. Si trattava di un piccolo battello costruito dalla Kaiserliche Marine, la marina imperiale prussiana, nei primi mesi del 1915. Entrato in servizio con il nome di UC 12, dopo le ultime modifiche e prove in mare, venne ceduto alla Marina Imperiale austriaca, con il nome di U24, ma servito sempre da equipaggio tedesco: al comando, l’Oberleutnant Eberhard Ludwig Frohner. Al piccolo sommergibile, lungo appena 34 metri, venne affidato il compito di disseminare lungo il Mar Adriatico una serie di campi minati, per contrastare il naviglio mercantile e militare che incrociava nelle acque prospicienti le coste italiane e lungo la rotta Corfù-Durazzo.

Lapide equipaggio UC12Dalla sua entrata in servizio in teatro operativo, l’U24 portò a termine sette missioni di guerra, che causarono complessivamente la perdita di sei navi da parte delle forze dell’Intesa: il 16 febbraio 1916 il Piroscafo francese Memphis affondò dopo l’urto di una mina, sorte seguita il 21 febbraio dalla Nave Ospedale italiana Marechiaro; due giorni più tardi saltò in aria il Dragamine della Regia Marina Monsone e, il 26 febbraio, la Vedetta inglese Lily Reach. In marzo, rispettivamente il 3 e l’8, affondarono, dopo aver urtato due mine, le Vedette inglesi Boy Harold e Enterprise II. Ma il destino del Comandante Frohner e del suo equipaggio era segnato: il 16 marzo 1916, il sommergibile, mentre stava portando a termine la stesura di un campo minato, affondò, dopo essersi spezzato in due, per lo scoppio accidentale di una mina. La potente esplosione causò l’immediato affondamento e la morte di tutti e quindici gli uomini d’equipaggio. Recuperato dai palombari della Regia Marina, dopo frenetici lavori di recupero, il battello venne impiegato, con il nome di X1, quale posamine della Regia Marina: il 25 ottobre 1917, battendo la sua terza bandiera, posò il suo primo campo minato nei pressi dell’Isola di Unie. Assieme al sommergibile vennero, però, recuperati anche i poveri resti dei Marinai tedeschi: da allora, riposano tutti insieme, come un equipaggio pronto a salpare per una nuova missione, all’interno del Cimitero Comunale di Taranto in una unica grande tomba collettiva.

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