Due ballate per Willie McBride e i caduti di Vladslo

William McBrideGià ci siamo occupati, nelle nostre pagine, di alcune canzoni e ballate che hanno raccontato, e letteralmente fatto la storia con le loro musiche: tra queste, la celebre Lili Marleen, con l’indimenticabile voce di Marlene Dietrich, che allietava le notti dei soldati tedeschi al fronte durante il secondo conflitto mondiale, e Ballad of Green Berets, cantata e musicata dal Sergente Barry Sadler, soprannominato il Berretto Verde con la chitarra, trasmessa dalle radio americane durante la guerra del Vietnam, il conflitto più impopolare che gli Stati Uniti avevano fin li combattuto. Ma anche la Prima Guerra, durante e dopo, ha avuto i suoi inni e le sue canzoni: se in Italia tutti conoscono La Leggenda del Piave, musicata l’indomani della disfatta di Caporetto dell’ottobre 1917, nei decenni più che successivi Cimitero militare di Authuillead entrambi i conflitti mondiali, due cantautori, Eric Bogle e Willem Vermandere, scrissero, senza rischio di essere smentiti da alcuno, due tra le più belle ballate sui tragici anni della Grande Guerra. Nel 1976, l’inglese Bogle, dopo essersi recato in visita presso il Cimitero militare del Commonwealth di Authuille, nei pressi della Somme, nel nord della Francia, colpito dalla presenza di innumerevoli tombe di soldati di 18 e 19 anni scrisse Willie McBride. William, giovane soldato diciannovenne appartenente ai Royal Inniskilling Fusilliers, 2° Battaglione, cadde il 10 febbraio 1916 durante la sanguinosa battaglia della Somme. Sempre nello stesso cimitero, è anche presente un secondo William McBride, di 21 anni, appartenente al 6° Battaglione, caduto il 22 aprile 1916. Particolarità della ballata, conosciuta semplicemente come Willie McBride, ma anche con il titolo di Green Fields of France, è un lungo colloquio tra il cantautore e il giovane soldato sul senso del sacrificio di tanti giovani ragazzi spezzati nel fiore della loro gioventù. Particolarmente commovente la parte in cui viene chiesto a Willie se, morendo in terra di Francia, ha lasciato il suo ricordo nel cuore di una madre, di una moglie o di una fidanzata, oppure se è soltanto un altro soldato senza nome di cui verrà inesorabilmente persa la memoria tra le pieghe del tempo: “And did you leave a wife or a sweetheart behind? In some faithful heart is your memory enshrined and though you died back in 1916 to that loyal heart are you always 19. Or are you just a stranger without even a name forever enclosed behind some glass-pane in an old photograph torn and tattered and stained and fading to yellow in a brown leather frame?”.

Cimitero militare di VladsloParimenti, nel 1995, il belga Vermandere scrisse lo struggente Vladslo, in memoria degli oltre 25.600 soldati tedeschi che riposano, appunto, all’interno del semplice, ma austero, Cimitero militare di Vladslo, piccola cittadina delle Fiandre sconvolta dai combattimenti della Grande Guerra. Ai piedi degli alberi della piccola foresta, giacciono delle lapidi quadrate di colore nero con incisi sopra i nomi di quanti caddero durante gli innumerevoli assalti nella terra di nessuno, tra il fango delle Fiandre e i reticolati: a vegliare su tutti, due statue raffiguranti un padre e una madre inginocchiati che pregano per il figlio caduto. Ed è proprio qui che si cala la sinfonia di Vermandere: il cantautore, infatti, si chiede se, famiglie e giovani fidanzati che si incamminino in quei boschi, si soffermino dinanzi a quelle statue bianche, camminando silenziosamente tra le file delle nere lapidi di pietra, magari ricordando non tanto i solati, quanto piuttosto le famiglie, i padri, le madri, le mogli e i figli che persero qualcuno di caro in quell’insensata guerra fratricida di fratelli europei che sconvolse la vita di milioni di uomini tra il 1914 e il 1918. E come suggello finale tra le raffigurazioni del padre e della madre e di tutti i 25.644 figli caduti, la realizzatrice delle due opere: Kathe Kollwitz, scultrice tedesca di rinomata fama, il 30 ottobre 1914 perse suo figlio Peter nelle Fiandre. Aveva 19 anni, proprio come William McBride.

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