La guerra più corta della storia

Palazzo reale bombardatoE’ passata alla storia per essere stata la guerra più breve mai combattuta, tanto da essere inserita all’interno del Guinness World Records. Si tratta della guerra anglo-zanzibariana, scoppiata il 27 agosto 1896 e durata appena trentotto minuti, passati i quali il piccolo sultanato, oggi parte integrante della Tanzania, divenne un protettorato britannico. La storia di Zanzibar, fatta di conquiste e colonizzatori, risale fin dal lontano 1499, occupato e dominato dai Portoghesi. Soltanto quasi due secoli più tardi, nel 1698, l’isola passò sotto il controllo dei sultani dell’Oman, che ne dichiararono l’indipendenza nel 1858, venendo riconosciuta anche dalla Gran Bretagna nel 1886. Per anni, il Governo di Londra mantenne ottimi rapporti commerciali con il Sultanato, tanto da divenirne uno dei principali partner commerciali; l’espansione coloniale tedesca, però, che ambiva a propri territori nell’Africa Orientale, creò i primi contrasti, intenzionata la Germania a sviluppare con Zanzibar privilegiate relazioni economiche.

Porto di Zanzibar bombardatoInizialmente, il Sultano Khalifah, per mantenere le relazioni con entrambe le nazioni europee, concesse i diritti commerciali del Kenya alla Gran Bretagna e quelli del Tanganica alla Germania; i due Stati, come primo provvedimento, misero al bando la schiavitù, azione che causò molto malcontento, fondandosi l’economia locale proprio sul commercio e il possedimento di schiavi. Inoltre, Berlino vietò che sugli edifici pubblici sventolasse la bandiera di Zanzibar, acuendo le azioni contro il neo paese colonizzatore. Scoppiarono disordini, che portarono alla morte di diverse decine di cittadini. Con la morte di Khalifah e l’incoronazione a Sultano di Ali Bin Said, Zanzibar fu nominato protettorato britannico. A quest ultimo succedette Thuwaini, nel 1893, che intensificò ulteriormente le relazioni con Londra, la quale autorizzò anche la formazione di una guardia reale di circa mille soldati. Il 25 agosto 1896 il Sultano Thuwaini morì improvvisamente: secondo alcuni, ad ucciderlo fu il nipote, Khalid Bin Bargash, fermamente contrario alla dominazione inglese.

Marinai inglesi a ZanzibarSeguirono forti proteste britanniche, intenzionate a far sedere sul trono un altro membro della famiglia reale favorevole a Londra: un’intensa attività diplomatica in questo senso venne compiuta dall’attaché Basil Cave e dal Generale Lloyd Mathews. Respingendo ogni offerta inglese, Khalid armò in fretta quasi 3000 uomini, per lo più civili, equipaggiati con antiquati fucili, diversi cannoni in bronzo del XVII secolo, due pezzi d’artiglieria da 12 libbre e uno da 9 libbre e due mitragliatrici Maxim. Completava il tutto l’HHS Glasgow, yacht appartenuto ai Sultani di Zanzibar, regalo di amicizia della Gran Bretagna dopo aver riconvertito una vecchia fregata. Non vedendo alcun mutamento della situazione, le autorità inglesi telegrafavano a Londra: “Siamo autorizzati in caso di fallimento di tutti i tentativi di una risoluzione pacifica, ad aprir fuoco contro il palazzo?”. Il 26 agosto, giungevano nelle acque antistanti il porto di Zanzibar la Cannoniera Racoon e gli Incrociatori PhilomelSt. George, con a bordo l’Ammiraglio Harry Rawson, il quale inviò un ultimatum a Khalid di abbandonare il Palazzo Reale e disarmare i suoi uomini, entro e non oltre le ore 09:00 del giorno successivo.

Sultano KhalidAlle ore 08:30 del 27 agosto 1896, il Sultano Khalid fece sapere che “non abbiamo intenzione di ammainare la nostra bandiera e non crediamo che aprirete il fuoco contro di noi”. L’Ammiraglio Rawson ordinò ai suoi uomini di prepararsi e, alle 09:00 esatte, allo scadere dell’ultimatum, le navi inglesi aprirono il fuoco contro il porto e il Palazzo Reale. Il bombardamento cessò circa quaranta minuti dopo, non appena la bandiera del Sultano era stata ammainata e l’artiglieria nemica messa a tacere; alle 09:05, inoltre, l’HHS Glasgow, dopo aver inutilmente aperto il fuoco sul St. George, venne rapidamente affondato dai grossi calibri inglesi. Non appena il bombardamento navale ebbe termine, i Marines inglesi sbarcarono e ripresero rapidamente possesso del Palazzo Reale e delle zone limitrofe: furono sparati 500 colpi di cannone, 4100 colpi di mitragliatrice e 1000 di fucile. Circa 500 Zanzibariani persero la vita, mentre da parte inglese fu lamentato soltanto il ferimento di un sottufficiale, poi ripresosi completamente. Zanzibar tornava così sotto il pieno controllo di Londra: la guerra più corta della storia aveva così termine in appena 38 minuti.

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