Le origini della festa della donna

Manifesto tedescoL’8 marzo, come tutti sano, è la festa della donna, ormai simbolo di mimose gialle e qualche servizio in televisione sulle quantità di cioccolatini venduti. Le sue origini, però, si perdono almeno oltre un secolo fa e, come avviene spesso con la storia, molti fanno confusione con fatti realmente accaduti. Uno di questi è il tristemente famoso rogo che colpì la fabbrica Triangle, nella città di New York, nel quale persero la vita 146 persone, per la maggioranza donne, nel marzo 1911. Ricordato come uno dei più gravi incidenti industriali, ebbe come effetto quello di introdurre una nuova legislazione sul mondo del lavoro negli Stati Uniti, ma venne anche erroneamente collegato alla festa del gentil sesso: in molti, infatti, sono convinti che la nostra società sia passata dalla commemorazione di un gruppo di lavoratrici morte sul posto del lavoro, alla semplice mercificazione di una festa, di cui si sono perse le radici. Invece, quel drammatico rogo avvenne il 25 marzo e non l’8 del mese come in tantissimi, in Italia e nel mondo, credono. Di quel giorno resta la drammaticità dell’incendio e la beffa delle famiglie che si videro portare via una madre, una figlia o una sorella tra le fiamme: le vittime erano quasi tutte immigrate italiane ed ebree e la compagnia che gestiva la fabbrica risarcì i parenti con appena 75 dollari.

Clara ZetkinDa dove deriva, allora, la festa dell’8 marzo? Tutto ebbe inizio il 18 agosto 1907, quando si riunì a Stoccarda il Settimo Congresso della Seconda Internazionale Comunista: tra i tanti temi, tra cui il colonialismo, la lotta di classe ed una possibile guerra europea, anche quello di estendere il suffragio universale alle donne. Da quel congresso scaturì la Prima Conferenza delle donne socialiste, che elesse Clara Zetkin, energica socialista tedesca, quale sua rappresentante affinché lottasse “energicamente per l’introduzione del suffragio universale alle donne, senza allearsi con le femministe borghesi che reclamavano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne”. Su questa scia, il 3 maggio 1908 si tenne a Chicago il primo Woman’s day, dove il principale tema di discussione fu lo sfruttamento femminile nelle fabbriche. L’anno seguente, un grande sciopero iniziato il 22 novembre 1909 (e durato fino al 15 febbraio 1910), vide la prima dimostrazione di massa delle donne operaie che lottavano per la parità dei diritti, un equo salario e condizioni di lavoro più umane. Ma le donne si resero protagoniste solo l’8 marzo 1917 della prima mobilitazione in quella che poi è stata identificata come la data odierna: una grande protesta delle donne russe manifestò a San Pietroburgo contro la fine della guerra in corso. Fu da questo momento che, per fissare un giorno comune a tutti i paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda Internazionale delle Donne Comuniste fissò proprio all’8 marzo la giornata della donna, la quale aveva preso parte attiva alla caduta dello zarismo in Russia e all’avvio della rivoluzione bolscevica. Si dovrà poi aspettare il 16 dicembre 1977, e la Risoluzione 32/142 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affinché venisse istituita la Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale: e dal momento che in diverse Nazioni si festeggiava l’8 marzo, tale data divenne quella ufficiale per gran parte del mondo.

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