A Caterina Nencioni, vittima della mafia

Strage Via dei GeorgofiliLe foto, a volte, dicono più di mille parole. Sono le foto, spesso, a fare la storia. A raccontarci eventi e fatti che altrimenti andrebbero perduti nell’oblio del tempo. Oggi siamo proprio parlando di una foto, scattata in una calda estate di fine maggio a Firenze. Era già passata la mezzanotte quando l’obiettivo della macchina fotografica fermò il tempo per sempre. L’orario preciso? Quasi impossibile stabilirlo. Quel che è certo è che era il 27 maggio 1993. La strada dove venne scattata: Via dei Georgofili. Un foto, Firenze, il centro storico. No, per una volta, non è un turista a scattarla. Per una volta, non è una foto da incorniciare quale ricordo della visita in una delle città d’arte più belle al mondo. La foto raffigura un Vigile del Fuoco e un medico. Ma c’è qualcosa che stona. Il pompiere tiene qualcosa stretto a sé, un piccolo fagotto bianco. Dietro di lui, polvere e macerie. Nel piccolo lenzuolo bianco, stretto al petto di quell’uomo, si trova la piccola Caterina Nencioni, di appena 50 giorni, strappata via da una bomba assassina e mafiosa scoppiata alle 01.04 sotto la Torre dei Pulci, dietro gli Uffizi. Le strette vie del centro hanno fatto si che l’onda d’urto del camion bomba amplificasse di molte volte gli effetti dell’esplosione. Morirono in cinque, quella notte. Uno studente universitario di 22 anni, Domenico Capolicchio, i coniugi Fabrizio Nenicioni e Angela Fiume e le loro due figlie, Nadia, di 9 anni, e la piccola Caterina. La colpa? Essere figli di quell’Italia che non voleva arrendersi alle stragi di mafia che insanguinavano il nostro Paese. Già, perché a volere quella bomba fu Gaspare Spatuzza, Giuseppe Barranca, Cosimo Lo Nigro e tutta la loro cricca di “uomini d’onore”, il cui onore era uccidere persone inermi e indifese. Questo il nostro piccolo omaggio a quelle cinque vite strappate la notte del 27 maggio 1993 in Via dei Georgofili, a Firenze. Questo il nostro piccolo omaggio alla piccola Caterina, la più innocente e la più indifesa di quelle vite strappate dall’odio e dalla prepotenza mafiosa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...