Il monumento all’Alpino Paolo Carlo Broggi

20160709_161108Da una stretta strada di campagna, tra le località La Foce e Le Coste, nel comune di Careggine, immerso nel Parco Regionale delle Alpi Apuane della Garfagnana, si diparte un piccolo sentiero sterrato. Là, in mezzo alla radura, tra gli abeti, un bianco monumento di marmo e grezza pietra ricorda il sacrificio di un giovane Alpino di ventun’anni, appartenente alla Divisione Monterosa, Paolo Carlo Broggi. Al monumento, ci si accede tramite una breve scalinata in pietra: arrivati sulla sommità, un cancello in ferro battuto, con incisi ai due lati un’aquila con le ali spiegate e un cappello con l’inconfondibile penna, simbolo degli Alpini, si apre sul monumento, fortemente voluto dalla madre del militare, eretto sul luogo della sua morte, avvenuta il 7 novembre 1944, dopo essere stato catturato da una banda partigiana operante nei dintorni. Un cippo in pietra è sovrastato da una grande croce: alla base è scolpito un cappello alpino, mentre lungo il simbolo cristiano una piccozza; una foto, ormai con i segni del tempo, e una iscrizione su marmo ricorda il sacrificio dell’Alpino Broggi. Il tutto, stretto come in un abbraccio, un recinto di filo spinato e di piccozze alpine. Assieme al giovane militare della Repubblica Sociale, poi, sono ricordati altri due suoi commilitoni, fucilati anche loro il 7 novembre 1944: si tratta del Capitano Fedele Bianchi, già medico condotto a Careggine, e Aristide Elia Contadini, Segretario del Partito Fascista Repubblicano di Careggine. In realtà, sebbene il monumento votivo, che venne eretto dopo la guerra, ricordi soltanto questi tre nomi, in quel giorno vennero fucilati dai partigiani anche altri due uomini appartenenti all’Esercito Repubblicano di Salò. I loro nomi li abbiamo trovati consultando l’Albo Caduti e Dispersi della Repubblica Sociale Italiana, edizione 2013. Essi sono il Caporalmaggiore Saulle Grandini, di anni 55, arruolato nella Guardia Nazionale Repubblicana di Lucca, dopo aver prestato servizio presso la MACA, la Milizia Artiglieria Contro Aerea, e il Soldato Fabiano Bianchi, figlio del Capitano Medico, di anni 20.

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