Oltre il Don, diario di guerra del Capitano Erminio Ferrari

Oltre il DonUn nuovo libro recensito per i lettori. Questa volta, raggiungiamo la Russia e l’epopea tragica ed eroica dell’ARMIR, sfogliando le pagine di Oltre il Don, cronaca preziosa giunta fino a noi grazie alle ricerche e allo studio portato avanti da Eugenio Sacco, scrittore e giornalista, che ha permesso la stampa del prezioso diario di guerra del Capitano Erminio Ferrari, militare italiano in forza al 188° Autoreparto dell’8a Armata Italiana in Russia. La storia si snoda tra l’Italia, la Croazia e la Russia, passando per i campi di grano dell’Ucraina. Semplice ed essenziale, come spesso un diario richiede, ma anche ricco di informazioni dal carattere storico e militare, corredato di numerose fotografie scattate proprio dal Capotano Ferrari, il testo riporta alla mente quei drammatici eventi che tante volte abbiamo letto su altrettanti libri di storia: ma non per questo motivo meno importante. È grazie all’opera di coloro che si affannano nella ricerca e nella ricostruzione storica della storia della Seconda Guerra Mondiale, come l’autore di Oltre il Don, Eugenio Sacco, se oggi il ricordo e il sacrificio di chi partì con indosso un panno grigio-verde non viene perduto nell’oblio del tempo dalle generazioni più giovani.

1. Partiamo con una domanda di rito, ma tutt’altro che banale: perché questo libro?

Capitano Erminio FerrariPer una ragione di riscoperta e recupero delle mie radici familiari: questo è in assoluto il primo motivo che mi ha spinto a lavorare sul diario di guerra di Erminio Ferrari. Attraverso un lavoro di ricerca storica e biografica e grazie al supporto dello storico Mario Avagliano, che primo fra tutti ha riconosciuto le potenzialità di questo progetto, questa raccolta di scritti di guerra si è trasformata in un libro vero e proprio divenendo Oltre il Don. Un anno sul fronte orientale. Impreziosito, poi, dall’introduzione dello storico Marco Palmieri, che insieme a Mario Avagliano dirige la collana Filo Spinato, il libro è stato pubblicato nel giugno 2016 dall’Editore Marlin. Dopo oltre un anno e mezzo di ricerca e stesura, abbiamo dedicato sei mesi all’editing per limare lo stile, colmare tutti i vuoti e rendere il prodotto editoriale fruibile ed esaustivo per ogni tipo di lettore: utile e ricco di spunti per chi è appassionato ed esperto della storia della Seconda Guerra Mondiale e ben conosce le tragiche vicende del CSIR e dell’ARMIR; esaustivo e completo per chi approccia per la prima l’argomento: il lettore viene introdotto nel quadro storico con semplicità e guidato passo passo dall’Italia alla Russia attraverso le vicende del Capitano Erminio Ferrari.

2. Il diario di guerra del Capitano Erminio Ferrari lo possiamo dividere in due parti: la prima, dove annota quello che succede giorno per giorno, quasi come un registro militare; il secondo, invece, dove racconta l’esperienza di un’imboscata. Due stili completamente diversi e, anche, opposti…

Reparto italiano all'attacco in RussiaL’osservazione è perfettamente calzante e individua una caratteristica fondamentale di Oltre il Don: l’armonia delle parti. Da un lato il diario: scrittura rapida, brevi note, pensieri profondi vicino ad appunti per la vita di tutti i giorni; manovre militari e la fatica di essere richiamato al fronte a oltre cinquanta anni. Il coraggio nel combattimento e la preoccupazione per la moglie a casa e il figlio, Pinetto, soldato di leva appena chiamato alle armi. E poi una seconda parte nella quale sono raccolti documenti di grande interesse con stili completamenti diversi: reportage giornalistici inviati dal fronte al giornalista Pino Bellinetti, direttore de La Scure di Piacenza. E ancora racconti, discorsi militari e informazioni sui commilitoni, truppa e ufficiali, con lui al fronte. Inoltre, non essendo stato possibile inserire tutto il materiale all’interno del libro, ho realizzato un blog (http://oltreildon.blogspot.it) che raccoglie foto, video, interviste e moltissimo altro materiale inedito.

3. Quello che colpisce della “vita di guerra” è la voglia di raccontare del Capitano Ferrari. Non solo il diario, infatti, ma anche articoli inviati e pubblicati sui giornali dell’epoca. Non solo autiere, ma quasi un giornalista al fronte…

Campagna di RussiaEsattamente: Erminio Ferrari è stato anche un giornalista. Ha lavorato per diverse testate e alcune agenzie di stampa come pubblicista. In tempo di pace scriveva di commercio, provenendo da una antica famiglia reggiana, per tradizione, dedita al commercio del Grana. Trasferitosi a Roma all’inizio degli Anni ‘30 iniziò a lavorare per quello che all’epoca era il Ministero degli Interni. Quando venne richiamato in guerra nel 1941 iniziò a tenere un diario, compendiando questa esperienza scritta con un corposo apparato fotografico che illustrava viaggi e spostamenti in Croazia. Dal maggio 1942 venne assegnato al fronte russo e partì al seguito dell’ARMIR. Da lì, pur continuando a scrivere per sé e fotografare le meravigliose regioni russo-ucraine attraversate in viaggio, dedicò più tempo al racconto degli eventi realizzando ben due reportage pubblicati su La Scure e un racconto, rimasto inedito, intitolato proprio Oltre il Don al quale ho voluto rendere omaggio nella scelta del titolo del libro.

4. Oltre al diario, agli scritti e agli articoli dei quotidiani, Erminio Ferrari tenne anche un dettagliato organigramma di tutto l’Autoraggruppamento, fonte preziosa per iniziare nuove ricerche tra archivi e distretti militari…

Credo fermamente che questa sia forse la parte più preziosa del libro: le persone, i soldati. Gli uomini sul fronte orientale che vissero con Erminio Ferrari questa esperienza. I loro nomi sono preziosi per chiunque cerchi una traccia, una testimonianza per la propria famiglia, per ricostruire e ricordare. Sono molto orgoglioso di aver sostenuto fin dall’inizio l’idea di pubblicare integralmente tutto il contenuto, anche quello più didascalico, poiché io stesso nella fase di ricerca e ricostruzione delle vicende narrate nel volume ho appreso con gioia ogni scoperta che mi portava a riconoscere e collocare in un determinato luogo e in uno specifico momento un soldato, più spesso un ufficiale, quasi sempre un Generale. Anche correndo il rischio di essere zelanti all’eccesso nel voler ricostruire la storia dal basso degli eventi, la pubblicazione dei nomi degli uomini al fronte è e resta un seme, fra le pagine di questo libro, che spero possa divenire germe per nuovi racconti, altre pubblicazioni, ricordi e ricostruzioni.

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