Death or Glory, il Barone Rosso degli Iron Maiden

The book of soulsSi intitola The book of souls, letteralmente “il libro delle anime”, l’ultimo lavoro del gruppo metal Iron Maiden uscito il 4 settembre 2015, tanto da riscuotere, in tutto il mondo, un grande successo tra il pubblico e i critici musicali, scalando rapidamente le classifiche, arrivando rapidamente ai primi posti in ben ventiquattro paesie. Un testo, in particolare, tra gli undici inediti realizzati, è risultato, per gli amanti della storia, particolarmente interessante: si tratta di Death or Glory, tributo della band britannica al celebre Barone Rosso, l’asso degli assi tra le aviazioni del primo conflitto mondiale. Con un ritmo incalzante, duro, veloce, come la caccia adrenalinica tra le nuvole ai piloti nemici, il testo ricalca l’epopea dell’aviazione della Grande Guerra: e anche le parole sottolineano, con il ritornello che batte come un tamburo, la precarietà di chi sedeva ai comandi dei primi aerei, di legno e tela. Death or Glory, morte o gloria, questo ripete ossessivamente Manfred von Richtofen, mentre a bordo del suo triplano rosso sbuca dal sole per colpire l’avversario (“Turn like the devil, shoot straight from the sun”).

Manfred Von RichthofenÈ, in realtà, l’anima del Barone Rosso che ci parla, riprendendo il titolo dello sesso album. E ricorda anche la sua morte: un colpo, verosimilmente di fucile o di mitragliatrice, lo ha ucciso, ma chi verrà dopo ricorderà il suo nome, per sempre, con rispetto e anche terrore: Took a bullet in my brain, inside I’m the king of pain, outside you will fear my name”. Con ben ottanta vittorie aeree accreditate, von Richtfofen continuò a giocare la sua partita con la morte fino al 21 aprile 1918, giorno in cui, durante una missione nei cieli di Vaux sur Somme, venne presumibilmente centrato da un proiettile sparato da terra, mentre sorvolava le trincee nemiche cercando di disimpegnarsi da un caccia pilotato dal Capitano Arthur Roy Brown, di nazionalità canadese. Da quel giorno, terminata la sua partita con la morte, cantata dagli Iron Maiden, iniziò la gloria di Manfred von Richtofen, tramandata di padre in figlio, di generazione in generazione: perché, in fin dei conti, come gli stessi Inglesi riconobbero tributandogli gli onori militari quando venne seppellito, la morte e gloria sono un treno di sola andata (“Death or glory, a one way train”).

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