Il canto degli inquieti spiriti. Un romanzo sulla Grande Guerra

Il canto degli inquieti spiritiIl canto degli inquieti spiriti: un romanzo storico ambientato immediatamente dopo la Prima Guerra Mondiale ed un soldato, Alessandro Bonforte, che tenta a fatica di reinserirsi nel mondo civile, dopo quattro anni passati al fronte, nel fondo di una trincea, tra filo spinato, assalti alla baionetta contro le postazioni avversarie e bombardamenti continui. Quello di Alessio Fabbri, originario di Lugo di Romagna, in provincia di Ravenna, docente di lingua inglese, vuole essere un viaggio dentro la storia, ma anche dentro sé stessi. Tanti giovani partirono appena maggiorenni per il fronte: tantissimi non tornarono alle proprie case, uccisi da una pallottola di fucile, da una scarica di mitragliatrici, colpiti da una scheggia durante un bombardamento o gassati durante gli attacchi chimici. Ma coloro che tornarono, furono davvero fortunati? Quanti di loro, anche se non feriti nel corpo, si portarono invisibili cicatrici di dolore, nell’animo e nella mente? Non lo sapremo mai…

1. Nelle nostre interviste agli autori partiamo, quasi sempre, con la stessa domanda che, secondo noi, è invece fondamentale per capire cosa c’è dietro ad ogni opera. Perché questo libro?

L’idea del libro è data da diversi fattori. Da un lato sentivo la necessità di studiare quel contesto storico, di analizzare il lato emotivo e morale di un evento così importante come fu la Grande Guerra, e dall’altro trovavo quasi necessario dedicare un’opera ad una generazione che, per quanto se ne parli, sembra ancora non avere abbastanza voce nel panorama culturale e creativo della letteratura di oggi. Credo che ci sia un debito ancora da colmare in questo senso, ed ho voluto giocare la mia piccola parte.

2. Questo è un libro sulla Grande Guerra sui “generis”. Non è un saggio né un diario di reduci, bensì un vero e proprio romanzo. Scelta certamente coraggiosa, visto il dilagare, nel mercato librario, di ben altri generi…

Corriere della Sera - Grande GuerraEsattamente. Si tratta di un romanzo storico, ed è stato composto in base ai documenti storici dell’epoca. Le lettere dal fronte ed ogni risorsa di ricerca sono stati preziosissimi per creare un’atmosfera realistica, un vero viaggio nel tempo. Per quanto riguarda il genere storico, è vero che altri generi possono apparire più semplici e leggeri, ma io credo che per un’esperienza di lettura si debba attingere da diversi generi, che siano costituiti da profondità diverse. Ogni genere è un arricchimento. In qualità di scrittore non è stata una scelta ragionata, ma la traduzione pratica di una mia inclinazione alla conoscenza della storia.

3. Il protagonista, Alessandro Bonforte, terminata la guerra, cerca di riprendere la sua vita normale. Inizia invece un ricerca dentro di sé, di interrogativi e di incertezze. Quelle incertezze che, forse, la guerra gli ha fatto perdere…

Assalto di un Reparto di ArditiAlessandro Bonforte ha già una vita complicata alla vigilia della guerra. La storia presentata nel romanzo non è lineare, perché si segue il ragionamento, il filo logico (ma anche illogico) dell’ex-soldato e di tutti i suoi traumi emotivi. Grazie a questo avanti e indietro si scopre piano piano cosa c’è dietro alla personalità di Bonforte. Ciò che invece è lineare è il viaggio in treno di Alessandro, ed è l’ambientazione di base che ha inizio nel capitolo primo e si conclude nelle ultime fasi del racconto. Non ha un mondo nuovo in cui tornare a vivere, forse credeva di non farvi ritorno, e quindi a quel punto cerca l’unico che conosce, quello che non esiste più, quello costellato dagli inquieti spiriti, dai ricordi incancellabili e dai traumi subiti che non gli permettono di evolvere. Vive costantemente nel rimorso di aver gestito male i rapporti personali, sia in famiglia che al fronte. Mi piace pensare a questo romanzo come ad un puzzle che viene composto tassello dopo tassello: alla fine il quadro è completo, è tutto chiaro.

4. Il primo conflitto mondiale ha davvero segnato le coscienze dei combattenti, lasciando ferite sul corpo dei reduci ma anche nella mente. Quanto di vero troviamo nel tuo romanzo?

Shock da trinceaCredo che la frammentazione della realtà sia una delle conseguenze più lampanti attraverso le quali si manifesta lo smarrimento di Alessandro Bonforte e della sua generazione. Si tratta di un elemento narrativo che troviamo nella letteratura scritta fra le due guerre, in particolare nel mondo anglosassone, quindi possiamo trattarlo sì come una conseguenza sulla percezione della realtà da parte della società del primo dopoguerra, ma anche come una condizione individuale di molti soldati, che oltre a questo quadro mentale complesso hanno anche ereditato dal conflitto una serie di traumi fisici. Nel libro ho dato più spazio al pensiero ed alle conseguenze del conflitto sulla mente di Alessandro, principalmente per via della sua esperienza individuale. Mi sono documentato il più possibile circa le battaglie, le date, gli eventi della guerra, così come sull’impatto che questi anni difficili hanno avuto sui soldati al fronte e sulle loro famiglie. Tutto è reso in maniera realistica ed attinente ai fatti storici, ben inteso che però lo scopo stesso del libro è dare l’idea di questa frammentazione personale della realtà vista attraverso gli occhi del protagonista.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...