Disertare a bordo di un MIG

mig25-di-belenkoSpuntò improvvisamente dalle nubi. Chi lo vide volare e poi atterrare non aveva dubbi: si trattava di un MIG25 Foxbat, gioiello della tecnica aeronautica sovietica e ancora poco conosciuto dai paesi della NATO. Il 6 settembre 1976, però, le cose cambiarono: il Tenente Viktor Belenko atterrava sulla pista dell’aeroporto civile di Hakodate, in Giappone. Non si trattava di un atterraggio d’emergenza, ma di ben altro: Belenko stava disertando, consegnando di fatto ai nemici di Mosca uno dei segreti fino ad allora meglio gelosamente conservati. Il MIG25, infatti, a partire dal 1970, anno della sua entrata in servizio, era poco conosciuto, se non a grandi linee: si sapeva che si trattava di un caccia intercettore, potenzialmente più maneggevole e veloce delle sue controparti occidentali. Il suo primo avvistamento fu compiuto il 6 novembre 1971, quando una formazione di F4 israeliani, in volo sopra l’Egitto, ne attaccò uno senza successo: subito, colpì l’estrema velocità e la capacità di disimpegnarsi senza complicazioni. Intanto, i sistemi di difesa aerea della NATO furono messi in allarme per la presenza, nell’aviazione sovietica, di questo nuovo caccia.

mig25-di-belenko1Possiamo quindi ben capire lo stupore che suscitò il Tenente Belenko quando, dopo un volo di circa 800 km, iniziato dalla base aerea di Sakharovka, vicino Vladivostock, atterrò a Hakodate alle 13.57 ora locale. Non solo un militare sovietico disertava pubblicamente dinnanzi alla popolazione mondiale, ma nel farlo si portava dietro il fiore all’occhiello dell’aviazione di Mosca. Subito la diplomazia sovietica si mise in moto, intimando alle autorità giapponesi la riconsegna di pilota ed aereo: Tokyo, però, informò prontamente il Governo Americano, tanto che il MIG25 venne smontato e trasportato, sotto un’ingente scorta di quattordici caccia, presso la base aerea di Hyakuri. Furono studiati i motori, i materiali di costruzione della cabina e delle ali, ma anche i sistemi radar di bordo e di puntamento delle armi. Grande interesse suscitarono le contromisure elettroniche per non essere rilavati dai sistemi di comando e controllo della NATO. Conseguenza immediata, fu l’acquisto, da parte di Tokyo, degli aerei radar E-2 Hawkeye e degli F-15J Eagle, velivoli in grado di competere con i MIG25. Viktor Belenko, intanto, interrogato dall’intelligence americana, otteneva l’asilo politico, mentre, quasi contemporaneamente, a Mosca veniva emessa una condanna alla pena di morte per alto tradimento.

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