Il sacrificio dell’Ausiliaria Angelina Milazzo

angelina-milazzoCosì, nel suo memoriale, inedito fino all’uscita del libro Le soldatesse di Mussolini di Luciano Garibaldi, nel 1997 per l’editore Mursia, Piera Gatteschi Fondelli, ricorda l’esperienza al comando del SAF, il Servizio Ausiliario Femminile della Repubblica Sociale Italiana, negli anni della guerra civile: “era un mondo femminile fiero e straordinario, ma difficile da guidare e da capire, perché è sempre difficile sondare l’impulso del sentimento piuttosto che quello della ragione. Il clima spirituale delle volontarie era arroventato dal riflesso delle passioni che avevano diviso la nostra Patria. Esse erano intransigenti, come la giovinezza; incapaci di capire i compromessi di cui la vita è intessuta”. Ma chi erano queste Ausiliarie? È sempre Piera Gatteschi Fondelli a dircelo, per adesso unico Generale di Brigata donna che l’Italia abbia mai avuto: “Per lo più erano studentesse universitarie, motivate da un insopprimibile amor di patria. I sentimenti fascisti erano un elemento assolutamente secondario. In qualche caso, pochi per la verità, si erano arruolate spinte dal desiderio di prendere il posto dei propri cari caduti”. Ed una di queste Ausiliarie, considerate quasi delle figlie dal Generale Gatteschi, moglie di un ufficiale prigioniero in Kenya (che potrà riabbracciare solamente nel 1946), si chiamava Angelina Milazzo. Siciliana di origine, per la precisione era nata ad Aidone, piccolo centro in provincia di Enna, il 18 aprile 1922: il padre era un decorato al valore della Prima Guerra Mondiale, mentre la madre gestiva un piccolo negozio di stoffe e sartoria nel centro del paese.

6bIscrittasi all’Istituto Magistrale per coronare il suo più grande sogno, quello di diventare maestra elementare, il destino di Angelina Milazzo prese una piega imprevista, così come quello di tanti altri Italiani suoi coetanei, con lo scoppio del secondo conflitto mondiale e l’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, prima, e la caduta del Fascismo, poi. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 e la costituzione della Repubblica Sociale Italiana al Nord, in Angelina si fece sempre più avanti l’idea di raggiungere il più presto possibile un centro di reclutamento per entrare nel Servizio Ausiliario Femminile, costituitosi il 18 aprile 1944. Fin dai giorni del corso di formazione, la giovane Ausiliaria Angelina Milazzo si mise in luce per il costante impegno profuso durante il duro addestramento. Assegnata al Comando del SAF della provincia di Vicenza, subito espletò i suoi compiti con assoluto zelo e dedizione. Il 21 gennaio 1945, mentre si trovava in treno poco fuori Milano, nei pressi di Garbagnate, all’improvviso piombarono dal cielo alcuni cacciabombardieri alleati, che iniziarono a colpire i vagoni e la ferrovie con il lancio di bombe e mitragliando a bassa quota. In molti cercarono riparo, ma non la giovane Angelina che ancora doveva compiere 23 anni. Vista una giovane donna incinta cadere per gli scoppi delle bombe, si getto su lei, offrendosi come scudo, salvando la madre e il piccolo che portava in grembo: una raffica di mitragliatrice la uccise. Pochi giorni dopo, l’11 febbraio per la precisione, il suo sacrificio venne reso immortale dalla Domenica del Corriere, che dedicò alla giovane Ausiliaria siciliana la propria copertina.

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