Gli Angeli Sterminatori. L’epopea delle tiratrici scelte sovietiche

Dopo la storia delle aviatrici sovietiche nel corso della Seconda Guerra Mondiale, Gian Piero Milanetti torna in libreria con un nuovo volume. Gli Angeli sterminatori, questo il titolo della nuova “fatica, ci racconta un’altra epopea quasi sconosciuta (anche in Russia se ne sa veramente poco): quella delle tiratrici scelte dell’Armata Rossa, soldatesse che inflissero gravi perdite tra le fila dell’esercito tedesco. Abbiamo incontrato l’autore e scambiato qualche parola in merito al volume.

1. Dopo Le Streghe della Notte, ovvero la fantastica epopea delle aviatrici sovietiche nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la nuova fatica esplora un altro capitolo poco conosciuto del conflitto: quelle delle cecchine, veri e propri “Angeli Sterminatori”. Da dove nasce questo libro?

Gli Angeli SterminatoriQuando iniziai a interessarmi alle aviatrici sovietiche della Seconda Guerra Mondiale, scoprii  presto, consultando le fonti, che a combattere contro i Tedeschi, durante quella che i Russi chiamavano la Grande Guerra Patriottica, non erano state soltanto donne pilota, ma anche delle tiratrici scelte. E non erano dei casi isolati. Si calcola che fossero più o meno duemila. Era un fatto assolutamente straordinario, senza precedenti e in pratica senza seguito. Fui molto colpito perché la vita sui campi di battaglia del fronte orientale erano particolarmente dure: condizioni meteo e ambientali proibitive,  combattimenti anche corpo a corpo di estrema ferocia, privazioni e scomodità al di là dell’immaginabile. In seguito scoprii che queste eroine  non dovevano vedersela solo con la Wehrmacht, ma anche combattere i pregiudizi, il maschilismo e gli abusi dei propri commilitoni. Così, mentre raccoglievo dati, foto e informazioni sulle aviatrici sovietiche, lavoravo anche sul progetto di una storia delle cecchine sovietiche. Ma è stata una ricerca per certi versi più difficile perché il materiale, testi e soprattutto fotografie, su di loro è molto più scarso. Non a caso Gli Angeli Sterminatori è il primo libro mai pubblicato in Italia sulle cecchine sovietiche ed il secondo mai pubblicato in Occidente.  Nell’ex URSS queste eroine sono quasi del tutto dimenticate. Ho voluto onorarne la memoria almeno in Italia.

2. Tra le tante storie, una in particolari ci ha colpiti: quella di Lyudmila Pavlichenko che, oltre ad essere stata la più abile, si fece portatrice e divenne la voce oltreoceano per l’apertura di un secondo fronte. Ci parli brevemente di lei?

Lyudmila PavlichenkoLyudmila Pavlichenko è stata la più grande tiratrice scelta della storia e uno dei più grandi cecchini in assoluto. In un solo anno di combattimenti, ha colpito più nemici lei della stragrande maggioranza di franchi tiratori, non solo sovietici, di tutta la Seconda Guerra Mondiale: 309, molti dei quali tiratori scelti di grande abilità. Se non fosse stata “ritirata” dopo solo un anno e destinata da Stalin in persona all’addestramento di altri tiratori scelti, e fosse sopravvissuta, ovviamente, la Pavichenko sarebbe diventata probabilmente  il più grande cecchino di tutti i tempi. Oltre a possedere le qualità di tutti i franchi tiratori di successo, era una persona straordinaria, di grande intelligenza, cultura e personalità. Prima di arruolarsi aveva lavorato come arrotino in un arsenale di Kiev, mentre nel tempo libero praticava il tiro a segno in un’associazione paramilitare della fabbrica, e aveva studiato storia all’università della capitale ucraina per quattro anni.  In questo ricorda le aviatrici sovietiche, che prima e dopo essere delle straordinarie combattenti dell’aria, erano delle ragazze molto intelligenti, spesso molto colte, e multitasking come si dice oggi, capaci di cimentarsi con  successo in campi di attività molto diversi.

3. Celebre è il film Il nemico alle porte, con l’epico scontro tra due cecchini tra le rovine di Stalingrado. Quanto influirono queste donne nel morale dei soldati al fronte?

C’è anche un film del 2015 dedicato a Lyudmila Pavlichenko, La battaglia di Sebastopoli, purtroppo del tutto sconosciuto da noi, perché di produzione russo-ucraina. Comunque, per rispondere alla sua domanda, le cecchine al fronte rincuorarono, anche solo con la loro presenza, i soldati dell’Armata Rossa. Li motivarono, a volte li trascinarono in attacchi vittoriosi.  E, bisogna dire, risvegliarono in loro anche passioni e sentimenti che la guerra aveva sepolto.

4. Dopo le Streghe e gli Angeli ha in serbo qualche altra sorpresa per gli appassionati di storia? C’è qualche altra storia poco raccontata del secondo conflitto mondiale in terra russa che vorrebbe narrare?

Lyudmila Paulichenka with Maria Aleksejevna KoskinaunaCi sono molte storie ancora seppellite in parte o totalmente negli archivi ex-sovietici che purtroppo con l’avvento di Putin sono stati chiusi agli stranieri. Ma anche delle storie già raccontate, come quelle delle Streghe della Notte in realtà c’è molto ancora da dire e da scrivere perché ci sono tanti aspetti non strettamente militari o operativi che non sono stati raccontati. Stavo pensando di scrivere un romanzo storico su di loro basato rigorosamente su personaggi reali fatti realmente accaduti e ambientazioni precise. Un romanzo corale, che racconti le emozioni non solo del combattimento, le relazioni strette tra quelle ragazze, i loro pensieri, i loro sogni. Perché erano grandi emozioni e passioni che e spingevano a compiere le loro grandi imprese.

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