Gravina sotterranea, un patrimonio ancora da scoprire

DSC_0261“La storia nostra è storia della nostra anima e storia dell’anima umana è la storia del mondo”. Con queste parole il Filosofo Benedetto Croce poneva l’attenzione sul valore della nostra storia passata, poiché un popolo senza memoria, che dimentica le proprie tradizioni e il proprio passato, non ha futuro. E oggi, sono in molti a scoprire, anzi a riscoprire, il nostro passato, come sta avvenendo ormai da una decina di anni a Gravina in Puglia. Grazie ad un’Associazione di ricercatori e appassionati, è stata riportata alla luce una città ormai dimenticata, nascosta alla vista e celata, spesso, dietro un muro in pietra o una botola nel terreno. La Gravina nuova, per certi versi anche moderna, riscopre così la Gravina vecchia, quella Gravina degli antenati neanche tanto lontani, ma dei nonni e dei bisnonni. Sotto al manto stradale del centro storico, infatti, è stato creato un percorso che si snoda tra cunicoli e cantine, portando il visitatore e il turista ad affacciarsi sul passato del secolo scorso.

IMG_20170325_170127Spazi ampissimi, scavati in una roccia simile al tufo, facile da asportare e fare in blocchi più o meno grandi: è con il ricavato di queste opere di cava che è stata costruita la Gravina di sopra, mentre parallelamente cresceva e si espandeva anche la Gravina di sotto. Solo gli anziani abitanti della cittadina pugliese sanno con esattezza i tesori che il sottuolo può ancora celare: durante le operazioni di ricerca, infatti, sono stati riportati alla luce tanti attrezzi e utensili di un passato neanche troppo lontano. La Gravina scavata sotto terra (i ricercatori dell’Associazione stimano in quasi 4500 gli ambienti sotterranei, ovvero almeno uno per edificio), grazie alla temperatura interna pressoché costante sia d’estate che d’inverno (circa 15° gradi) permetteva la conservazione di formaggi e vini, grazie anche ad una sapiente costruzione di canali e aperture dove scorreva la bevanda di Bacco dopo essere stata raccolta e pigiata dall’uomo e da grandi torchi in legno.

DSC_0299La Gravina riscoperta continua a riservare sorprese ogni giorno, grazie proprio al lavoro e all’opera disinteressata dell’Associazione Gravina Sotterranea. Il percorso creato, infatti, si snoda, oltre che sotto terra, anche all’aperto, passando dalla piccola chiesa rupestre di San Basilio Magno, fino al ponte-viadotto dell’Acquedotto, da dove è possibile ammirare un panorama da mozzare il fiato. Ma a Gravina c’è ancora tanto da scoprire, soprattutto sotto terra: chissà, infatti, quali storie possono raccontare i sotterranei nascosti sotto la strada. Un passato ormai lontano che, dopottutto, appartiene a ciascuno di noi, alle nostre famiglie e, soprattutto, alla nostra storia.

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