Il mistero della Mary Celeste

Mary CelesteIl mare, si sa, ha le sue leggende. Fin dai tempi antichi, il grande blu ha ispirato la fantasia di scrittori e poeti, ma anche di navigatori e vecchi lupi di mare: un po’ di fantasia, poi, e qualche storia ingigantita avrebbe fatto il resto. Ecco allora che i primi incontri con balene e capodogli diventavano paurose storie di mostri marini, il leviatano biblico che inghiottì Giona, per poi riversarlo sulla riva di una spiaggia, divenne il terrore dei marinai più esperti, maledizioni e velieri fantasmi furono avvistati in ogni dove, presagendo sciagure e tempeste in grado di disalberare e affondare ogni nave. La storia qui raccontata parla di una di queste navi, la Mary Celeste. Varata nel 1861 con il nome di Amazon, fu subito circondata da un alone sortunato: il suo primo capitano, Robert McLellan, appena dopo nove giorni dall’assunzione del comando, contrasse una grave forma di polmonite che lo condusse in breve tempo alla morte. Seguirono una serie di incidenti e abbordi con altre navi, fino al 1867, quando, a seguito di una tempesta, la nave si arenò nella Baia di Glace, in Nuova Scozia, nel nord del Canada.

Mary Celeste1Recuperata, venne venduta ad una società americana che, dopo due anni di ristrutturazione e lavori di ammodernamento, la rinominò Mary Celeste. I nuovi proprietari decisero che il brigantino avrebbe commerciato prevalentemente con i porti dell’Adriatico: al suo comando, Benjamin Spooner Briggs, a detta di molti uno dei migliori capitani in circolazione. Il 7 novembre 1872, la nave salpò gli ormeggi dal porto di New York, diretta a Genova, con nella stiva un carico di oltre 1700 barili di alcool industriale. Oltre al Capitano Briggs, a bordo vi erano sette membri dell’equipaggio, unitamente alla moglie del comandante, Sarah, e alla giovane figlia di appena due anni, Sophia Matilde. Da questo momento in poi, poco o niente sappiamo di cosa successe a bordo. Soltanto un mese dopo, il 4 dicembre, la Mary Celeste venne avvistata da un secondo Brigantino, il Dei Gratia, anch’esso salpato da New York: la nave sembrava procedere alla deriva, tra le cose portoghesi e le Isole Azzorre.

Benjamin BriggsSolo quando i due brigantini serrarono le distanze, il Capitano del Dei Gratia, David Reed Morehouse, osservò meglio con il proprio cannocchiale la nave che aveva incrociato: la vela maestra era ammainata, la vela di gabbia era stata spazzata via dal vento, mentre le uniche ancora in grado di reggere il vento erano quelle sussidiarie. Dell’equipaggio, però, non vi era alcuna traccia. Fu così deciso di formare un piccolo gruppo di marinai che salisse a bordo della Mary Celeste, anche solo per sincerarsi delle sorti di Briggs e dei suoi uomini. Quando i marinai del Dei Gratia furono a bordo, capirono subito che qualcosa non andava: la bussola era rotta, mancavano il sestante e il cronometro marino, così come alcune carte nautiche ed una scialuppa. Nella stiva, i barili di alcool sembravano intatti, sebbene vi fosse la presenza di acqua per almeno un metro, niente che le pompe avrebbero potuto risolvere. Le ultime annotazioni di bordo risalivano al 25 novembre, quando la nave fu in vista di Santa Maria delle Azzorre.

Sophie e Sarah BriggsCondotta in porto a Gibiliterra da Morehouse e dai suoi uomini, le autorità inglesi aprirono subito un’inchiesta: venne tentata una causa per frode nei confronti dei marinai del Dei Gratia, accusati di aver ucciso l’equipaggio per frodare l’assicurazione per riscuotere una lauta ricompensa per il suo ritrovamento, ma per mancanza di prove l’accusa decadde. Ma cosa successe alla Mary Celeste e al suo equipaggio? La teoria più accreditata vuole che da alcuni dei barili contenti l’acool industriale si siano sprigionati dei vapori, che abbiano fatto impazziere uno per uno i marinai, il Capitano Briggs, sua moglie e la piccola Sophie, causando forse un ammutinamento e atti scellerati a bordo: nove barili, infatti, furono rinvenuti completamente vuoti. Un’altra teoria vuole che l’equipaggio si sia ammutinato contro un tirannico comandante, uccidendolo assieme alla moglie e alla figlia, per poi fuggire da bordo con una scialuppa: teoria, questa, molto discussa, in quanto testimonianze dell’epoca descrivono Benjamin Briggs tutt’altro che dispotico e duro con i suoi uomini. Ma il mare, si sa, vuole le sue leggende. Da allora, per la società armatrice fu difficile formare un equipagio disposato a imbarcare sulla Mary Celeste, considerata a tutti gli effetti una nave maledetta. L’unica cosa certa è che non sapremo mai cose successe a quegli sfortunati marinai, che si videro persi nelle immense distese blu dei mari e degli oceani.

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