Nome in codice: Bat 21

Iceal HambletonLa storia del vero Bat 21 è stata portata sul grande schermo alla fine degli Anni Ottanta nell’ominimo film, che vide come protagonisti Gene Hackman e Denny Glover, nei rispettivi ruoli del Tenente Colonnello Iceal Hambleton e del Capitano Bartholomew Clark. Storia in parte romanzata, ma che fu tratta dalla vera vicenda che vide protagonista, all’inizio dell’aprile 1972 durante la Guerra del Vietnam, un anziano ufficiale dell’Aviazione Statunitense, Hambleton appunto, nonché esperto di guerra elettronica e antimissili dello Strategic Air Command. Originiario dell’Illinois, dove era nato nel 1918, Iceal Hambleton prese parte alla Seconda Guerra Mondiale solo nell’ultimo anno di guerra: fu, invece, in Corea, che dimostrò tutta la sua capacità aviatoria, partecipando ad oltre quaranta missioni di guerra a bordo dei bombardieri B29, le celebri superfortezze volanti. In seguito, partecipò attivamente allo sviluppo del programma missilistico statunitense, facendo parte del team di progettazione del missile a medio raggio PGM-19 Jupiter e dei missili ICBM Titan I e II. Infine, comandò il 517° Strategic Missile Squadron tra il 1965 e il 1971, per poi diventare Capo delle Operazioni del 390° Strategic Missile Wing.

Douglas EB-66ELa Guerra del Vietnam, però, chiese il suo contributo: schierato a Korat, in Thailandia, venne assegnato in qualità di Navigatore al 42° Tactical Electronic Warfare Squadron, volando su velivoli Douglas EB-66C adibiti a ricognitori, svolgendo numerose missioni al confine tra il Vietnam del Sud e quello del Nord. Il 2 aprile 1972, durante una normale attività ricognitiva di scorta ad un gruppo di bombardieri B52, a bordo di un EB-66C, nome in codice Bat 21, venne colpito da due missili di fabbricazione sovietica superficie-aria S-75 (in codice NATO SA-2 Guideline): riuscì ad eiettarsi con il seggiolino e ad atterrare con il paracadute nella giungla nella regione del Quang Tri, mentre il resto dell’equipaggio del velivolo (Tenente Colonnello Anthony Giannangeli, Tenente Colonnello Charles Lewis, Maggiore Pilota Wayne Bolte, Maggiore Henry Serex, Tenente Pilota Robin Gatwood) rimase ucciso e dichiarato disperso in azione, tanto che i loro corpi non vennero mai ritrovati. Subito partì un’affannosa missione di ricerca e salvataggio per arrivare a recuperarlo prima dei Vietnamiti, viste le sue conoscenze operative dei sistemi missilistici e di contromisura dell’USAF: sarebbe stato un danno enorme se fosse stato catturato e consegnato ai servizi segreti di Mosca.

IcealHambleton2-4.13.72Atterrato in una zona controllata dal nemico, il Tenente Colonnello Hambleton escogitò un piano tanto astuto, quanto semplice, per cifrare i suoi spostamenti tra i villaggi e la giungla. Grande appassionato del golf, di cui era un abile giocatore, immaginò l’area di operazioni come un enorme campo da gioco, indicando la strada che avrebbe seguito come se si fosse trattato di una partita, spostandosi di buca in buca. Ma se gli Americani erano tanto decisi nel volerlo recupere, i Vietnamiti erano altrettanto decisi a catturarlo: durante tutte le fasi di ricerca, ben cinque velivoli vennero distrutti, abbattuti dai soldati di Hanoi, mentre undici avieri rimasero uccisi in azione e due vennero fatti prigionieri. Un altissimo prezzo in termini di vite umane per l’alto ufficiale esperto di guerra elettronica. Il 6 aprile 1972, un elicottero Sikorsky HH-53C, nome in codice Jolly Green 67, intento a localizzare il Tenente Colonnello Hambleton, raggiunto da numerosi colpi di armi pesanti al rotore principale, precipitò uccidendo l’intero equipaggio: i due Piloti, Capitano Peter Hayden Chapman e Capitano John Henry Call, e i Sergenti William Roy Pearson, Allen Avery , Roy Prater e James Harold Alley.

Thomas Norris e Nguyễn Văn KiệtLa stessa sorte toccò a due equipaggi di due elicotteri Bell UH-1 Iroquis, colpiti e abbattuti in mezzo alla giungla: sopravvisse un solo membro dell’equipaggio, lo Specialista Jose Astorga, poi fatto prigioniero, mentre gli altri tre avieri, il Tenente Byron Kulland e i Sottufficiali John Frink e Ronald Paschall, rimasero uccisi nello schianto. Altre vittime dovettero registrare gli equipaggi dei velivoli OV-10 Bronco. Il 5 aprile venne abbattuto il primo: il Capitano William Henderson fu fatto prigioniero, mentre il secondo occupante, il Tenente Mark Clark, riuscì a nascondersi nella giungla e ad essere tratto in salvo successivamente. Il 7 aprile, però, un secondo velivolo fu perduto: i due uomini di equipaggio, Bruce Walker e Larry Potts, vennero dichiarati dispersi in azione. La svolta nel recupero del Tenente Colonnelo Iceal Hamlbeton avvenne solo undici giorni e mezzo dopo il suo abbattimento: un Navy SEAL, le forze speciali americane, Thomas Norris, assieme Nguyen Van Kiet, delle forze speciali sudvientamite, raggiunse l’ufficiale americano, penetrando per oltre tre chilometri in territorio nemico prima di poterlo trarre in salvo.

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