L’Africa mineraria rivive in un libro

L'Africa di mio padreTorniamo a parlare di libri, questa volta recensendo una novità editoriale. L’Africa di mio padre, di cui è autore il ricercatore Aurelio Fadda, si concentra su un periodo storico dell’Italia spesso rimosso dalla memoria collettiva, ovvero il colonialismo in Africa Orientale e la proclamazione dell’Impero da parte di Benito Mussolini dopo la guerra e la conquista dell’Etiopia. Il volume ripercorre oltre dieci anni di storia, catapultando gli eventi personali di una famiglia nel grande calderone del Novecento: una storia privata, quindi, che diventa di pubblico dominio. A corredo delle ricerche svolte in tal senso da Fadda, si uniscono le oltre duecento fotografie, originali e per lo più inedite al grande pubblico, scattate proprio dal padre dell’autore e da suoi conoscenti e colleghi di lavoro: infatti, il volume è un omaggio a tutti quegli Italiani che in terra d’Africa prestarono il proprio servizio per le industrie minerarie della regione, come la SMIT (Società Mineraria Italo-Tedesca), la Prasso (fondata da Alberto Prasso e che fin dal 1905 scoprì importanti giacimenti auriferi) e la SAPIE (Società Anonima per le Imprese Etiopiche).

1. Partiamo con una domanda di rito che rivolgiamo a tutti gli autori: da dove nasce questo libro?

Oltre duecento negativi, riportati a casa rocambolescamente da mio padre Angelo, dopo la guerra e, soprattutto, dopo cinque anni di prigionia in India a Yol, alle pendici dell’Himalaya. Nasce dal rimpianto di un figlio per non aver parlato a sufficienza, non aver approfondito col padre questa parte della sua vita.

2. Il volume da lei pubblicato ripercorre dieci anni di storia italiana, intrecciandosi con la storia di suo padre. Una memoria privata che diventa pubblica quindi…

Certamente una memoria privata fatta di pochi dati, documenti e tantissime immagini, che dopo decennale ricerca atta a completare un difficile puzzle diventa pubblica. Le cose lasciate in un cassetto poi vanno inesorabilmente perse.

3. Oltre che un libro di ricordi e di memorie, il volume è ricchissimo di fotografie originali, del tutto inedite, perché scattate da suo padre. E’ stato arduo metterle tutte assieme?

Mio padre è morto abbastanza giovane (68 anni) lasciandomi questo suo “tesoro” di negativi 6×6 e pochi documenti; non è stato arduo mettere assieme le foto, ho avuto un ottimo grafico (Antonio Figus della CSC Umanitaria di Carbonia). E’ stato arduo ricercare i dati sulla attività mineraria italiana in Africa Orientale. Ho visitato  tanti archivi italiani ed esteri, tanto Internet. E’ stato arduo ritrovare i parenti dei colleghi di mio padre ma ci sono riuscito in diversi casi. Altri continuerò a cercarli… Con il libro!

4. Come amava ricordare gli anni passati in terra d’Africa suo padre?

Ne parlava ma non troppo. Noi ragazzi di allora, Anni Settanta e Ottanta, non eravamo interessati, anzi commettemmo, o commisi, l’errore storico di accomunare la vita dei nostri cari e le loro tragiche esperienze con il “male assoluto”, il Fascismo. Fu a mio parere un grave errore ed ho voluto fare questo libro alla memoria (come dice Antonella Natucci di Viareggio, ritrovata figlia del Sergente Maggiore Alfredo, collega militare di mio padre) di quei giovani che come lui dedicarono dieci anni di vita alla patria.

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2 thoughts on “L’Africa mineraria rivive in un libro

  1. Buongiorno, Di segreti nella ricerca appena pubblicata ne ho trovati tanti…non solo la storia dimenticata di un gruppo di maturi alpini che nessun testo, monumento o aula pubblica ricorda e nemmeno nelle loro valli…Gli episodi di fratellanza con il nemico di un btg blasonato, e le fosse comuni che stiamo ricercando al Tonale, ecc. Se interessati siamo a vostra disposizione. Cordialita’ Sergio Boem

    Inviato da Samsung Mobile.

  2. Buongiorno, sono spunti molto interessanti per ricerche e articoli, per le nostre “pillole” di storia che, come spesso ricordiamo, vogliono essere il punto di partenza e non di arrivo per approfondire la nostra storia.

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