L’assalto alla Diga di Walcheren

Bundesarchiv_Bild_101III-Weyer-036-28A,_Angehörige_der_Waffen-SS_mit_MPDanzig fu la parola in codice che venne diramata alle forze tedesche in attesa sul fronte occidentale nella notte tra il 9 e il 10 maggio 1940. Quella strana guerra, la drole de guerre, era terminata: da quel momento, Tedeschi e Francesi (e, con loro, Olandesi, Belgi e Inglesi) non sarebbero più rimasti a fronteggiarsi senza sparare un colpo lungo il fronte occidentale, ma sarebbero scesi in guerra. E come primo passo vi fu la conquista dei Paesi Bassi, portata a termine in appena una settimana. Già nella giornata del 10 maggio, il Comando Supremo tedesco comunicava: “Oggi, alle 05.30, le truppe tedesche hanno varcato le frontiere dell’Olanda, del Belgio e del Lussemburgo. La resistenza nemica in prossimità del confine è stata ovunque spezzata, in stretta collaborazione con l’arma aerea”. La blitzkrieg, quella guerra lampo sperimentata già con successo pochi mesi prima in Polonia, sbaragliò in poco tempo gli alleati occidentali: gli Olandesi, nonostante una strenua resistenza, nulla poterono contro le colonne corazzate tedesche, le cui avanguardie riuscirono ad impossessarsi delle principali rotabili e dei ponti, indispensabili per il proseguimento dell’avanzata, e degli aeroporti. Restava un punto nevralgico da conquistare, collegato da una sottile striscia di terra: gli isolotti di Walcheren e di Beveland, dove si ergeva una possente diga in cemento armato al cui interno si erano asserragliati gli ultimi difensori. Tra i reparti che presero parte all’assalto, vi furono anche gli uomini della Waffen SS, inquadrati nella SS Verfugungs Division: a guidarla in combattimento vi era Paul Hausser, ufficiale che da sempre restava al fianco dei suoi uomini in ogni battaglia.

Bundesarchiv_Bild_146-1973-122-16,_Paul_HausserLe forze tedesche giunsero in prossimità dei sobborghi di Walcheren il 14 maggio 1940, nelle stesse ore in cui il Governo Olandese firmava la capitolazione di fronte alla travolgente avanzata del Terzo Reich: ma la piccola guarnigione a difesa della diga non avrebbe ceduto senza combattere. E non lo fece. Hausser decise di attaccare due giorni dopo, il 16: divise le sue forze in due gruppi che avrebbero dovuto attaccare gli sbarramenti nemici con continuità e senza interruzione, così da non lasciare un momento di tregua ai difensori. Questi, dal canto loro, erano decisi a resistere ad oltranza, fino a quando avrebbero avuto proiettili da sparare. E così fecero. Contro gli uomini della Waffen SS iniziarono a piovere centinaia di proiettili delle mitragliatrici olandesi, posizionate su posizioni rialzate, dalle quali era possibile osservare l’avanzata tedesca. Ci volle tutta la mattina prima che alcuni reparti tedeschi giungessero in prossimità delle difese di Walcheren: e anche a questo punto, le insidie non erano finite. Mine antiuomo e filo spinato non facevano che rallentare l’avanzata, mentre il fuoco delle artiglierie posizionate nelle retrovie iniziò a riversarsi contro gli uomini di Hausser.

Waffen SS in OlandaBen presto, però, si unì negli attacchi a Walcheren anche la Luftwaffe, che acceleró notevolmente la resa degli ultimi superstiti. Stremati, a corto di munizioni e tagliati fuori dalle restanti forze alleate, i difensori di Walcheren si arresero alle forze tedesche di Hausser: era il 17 maggio 1940. Nei giorni seguenti, ormai capitolati, i superstiti delle forze armate dei Paesi Bassi si imbarcarono via mare riparando verso ovest. Anche due divisioni francesi dovettero ripiegare, dopo che anche le ultime linee difensive erano state travolte dall’avanzata delle Waffen SS e dei panzer. Entro il 29 maggio, i Tedeschi portarono a compimento la completa occupazione di tutti i Paesi Bassi, che sarebbe terminata solo cinque anni più tardi, quando gli Alleati, grazie allo sforzo bellico sostenuto in larga parte dagli Stati Uniti, poterono sbarcare in Normandia, dando avvio alla campagna in Europa che avrebbe ben presto visto avanzare gli Anglo-American in Francia, Belgio e Olanda. 

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