Storia della Brigata Nera Danilo Mercuri

La Brigata Nera MercuriLeonardo Malatesta, storico vicentino, ha spazio con i suoi libri dalla Guerra di Libia al primo conflitto mondiale, arrivando a raccontare i difficili equilibri della Guerra Fredda. Questa volta il tema affrontato nella sua ultima fatica è la storia della Brigata Nera Danilo Mercuri, una delle tante formazioni che andarono a costituirsi tra il 1944 e il 1945 nella Repubblica Sociale Italiana, fiancheggiando le Forze Armate Repubblicane ed altre unità autonome negli ultimi due anni del conflitto. Tra le formazioni più agguerrite della Repubblica Sociale, nella loro breve esistenza si macchiarono di numerosi crimini, soprattutto collaborando con le formazioni naziste nella caccia ad Ebrei, dei dissidenti politici e delle bande partigiane che si andarono sempre più costituendo nel Nord Italia. A tal proposito, Simon Levis Sullam, Docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia e autore di I carnefici italiani, ricorda come, nella riorganizzazione delle forze di polizia avvenuta nel giugno 1944, “all’azione militare e repressiva furono destinate le Brigate Nere”, tanto che lo stesso Partito Fascista Repubblicano “era andato sviluppando fin dagli ultimi anni del regime una logica squadristica e totalitaria, che portava a considerare gli avversari come nemici da eliminare e da umiliare”. Queste erano le Brigate Nere, di cui quella raccontataci da Leonardo Malatesta nella sua ultima fatica ne era una costola importante, operando prevalentemente nel Veneto nella provincia di Padova. Intitolata alla memoria di Danilo Mercuri, sindacalista delle maestranze agricole di Valdobbiadene, dove era nato nel 1902, venne assassinato da un gruppo di fuoco partigiano l’11 agosto 1944 lungo la rotabile Maser-Asolo.

Brigate NereCome era la struttura della Brigata? Il personale era tutto volontario o vi era la presenza anche di coscritti alla leva obbligatoria?
La Mercuri, era una Brigata Nera Mobile, la II. Rispetto alle Brigate Nere territoriali, nate nel luglio del 1944, la Mercuri nacque, nel settembre del 1944 a Padova. Rispetto ad una Brigata Nera territoriale, i militi, non erano gli iscritti del Partito Fascista Repubblicano di una sola provincia, ma i membri furono reperiti da varie Federazioni del Veneto. Nelle Brigate Nere, compresa la Mercuri non reclutarono personale di leva, ma volontario tra gli iscritti al partito. L’unità era formata di un comando con i vari uffici e servizi e di due battaglioni, I e II. La forza della brigata variò ma fu di circa 350 militi.

olycom - abbiati -La Brigata Danilo Mercuri operò prevalentemente nel Veneto, nell’area intorno a Padova. A quali azioni prese parte?
La Mercuri dal settembre 1944 all’aprile 1945, un battaglione nella provincia di Padova per poi spostarsi dall’autunno nell’Altipiano dei Sette Comuni in provincia di Vicenza e nell’ultimo periodo della guerra civile nella zona di Vittorio Veneto e di Casale sul Sile. La Brigata non fu impegnata in operazioni di rastrellamento importanti, ma soprattutto nel controllo del territorio di competenza. Le Brigate Nere in general, e ed anche la Mercuri, non ebbero mai degli importanti compiti militari perché vennero viste dagli alleati tedeschi come delle forze militari poco affidabili, da utilizzare in compiti secondari.

Alla fine del conflitto molti suoi appartenenti furono ricercati dalle autorità partigiane. Quanti di loro subirono processi, detenzioni e, in qualche caso, esecuzioni sommarie?
A conclusioni della guerra civile, i militi della Mercuri, come la maggior parte di quelli che avevano aderito alla Repubblica Sociale Italiana, furono arrestati e processati dalle Corti d’Assise Speciali. Solo pochi appartenenti della Mercuri furono sottoposti a giudizio: in tutto ventuno tra Ufficiali, Sottufficiali e Militi. Ci furono anche dei casi di fucilazione senza processo nella zona di Vittorio Veneto, nei giorni immediatamente successivi al 25 aprile 1945 ma il numero esatto di essi non è ancora certo.

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