Joao Turolla e l’offensiva dell’Epiro

Già durante il conflitto, la sua morte venne raffigurata su cartoline e quotidiani: il Regime di Mussolini, sempre alla ricerca di nuovi Eroi per una guerra che si rivelava giorno dopo giorno sempre più impopolare, fece in modo che la macchina della propaganda ne esaltasse le gesta. Joao Turolla, giovane Sottotenente in forza al 3° Reggimento Artiglieria, Brigata Julia, cadde le prime settimane di guerra contro la Grecia, durante l’offensiva dell’Epiro che avrebbe dovuto portare rapidamente gli Italiani ad Atene: ma così non fu. Anzi, le forze greche seppero reggere l’urto di quella che si rivelò ben presto un’offensiva malamente organizzata e pianificata, che non tenne minimamente conto dei numerosi rapporti che lo spionaggio militare del Generale Cesare Amé aveva fornito al Comando Supremo. E tra coloro che partirono per l’Albania, e che prenderanno poi parte alle operazioni contro la Grecia, vi fu anche Joao Turolla, che dovette lasciare gli studi presso la Facoltà di Giurisprudenza di Padova. Ma il suo dovere, il giovane ufficiale degli Alpini lo compì fino in fondo, sacrificando la sua stessa vita per quella dei suoi uomini.

Come ricorda Gabriele Bagnoli nel volume Cesare Amé e i suoi Agenti, saggio dedicato alle attività dei servizi segreti italiani nel corso del secondo conflitto mondiale, “pochi giorni dopo l’inizio delle operazioni belliche, il Comando Superiore Truppe Albania trasmise il seguente telegramma: sistemazione difensiva nemica corrisponde bene a preventive informazioni del SIM. A questo ne seguì un secondo, inviato dal Comando della Divisione Alpina Julia: la situazione delle forze avversarie data dall’Ufficio Informazioni è apparsa corrispondente alla realtà fin dal primo giorno di operazioni”. Ma come spesso accadrà in altri momenti dell’intero conflitto, queste informazioni non furono valorizzate, con il risultato che interi reparti italiani subiranno perdite spaventose: esattamente come accadrà alla 13a Batteria del Sottotenente Turolla.

Durante il contrattacco greco, per evitare l’accerchiamento dei suoi Alpini, Joao Turolla si impadronì di una mitragliatrice e, da un’altura, ne coprì il ripiegamento. Allo scoperto, venne facilmente individuato dal nemico, che lo ferì mortalmente. Cadde restando al suo posto, venendo decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria: “Ufficiale di una Batteria Alpina, in un seguito di numerosi ed aspri combattimenti dava fulgide prove delle più alte virtù militari. Più volte volontario in compiti rischiosi, li portava a compimento con ardimento e perizia. Accerchiato il suo gruppo da preponderanti forze avversarie, si portava decisamente su una posizione dominante, battuta da fuoco micidiale, per effettuare con una mitragliatrice una più strenua difesa delle batterie. Gravemente ferito e conscio della fine imminente, continuava a tener vivo nei suoi dipendenti l’ardore combattivo e la fede nella Vittoria, finché si abbatteva da eroe sull’arma con cui aveva fatto fuoco fino all’ultimo istante. Eleutero, Fronte Greco, 9 novembre 1940”.

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