Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 9 –

FucilieriNegli ultimi mesi, la vicenda dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, almeno dalle notizie che provengono (centellinate) attraverso i media italiani, non ha compiuto i passi sperati per una rapida soluzione. Nonostante il semestre di presidenza italiana all’Unione Europea e la nomina del Ministro degli Esteri Federica Mogherini alla carica di Lady PESC, la tanto acclamata politica estera e di sicurezza comune (quasi un controsenso e un’antitesi dal momento che ogni Stato membro persegue una propria politica estera, spesso anche in concorrenza con i presunti “amici”), la situazione diplomatica è ormai arenata, con la polizia indiana che a oltre due anni di distanza non ha mai portato alcuna prova concreta della colpevolezza dei Fucilieri del Reggimento San Marco. Come se non bastasse, per Massimiliano si sono avute complicanze fisiche, tanto che ne è stato disposto il rimpatrio: peccato, però, che Salvatore debba sempre essere confinato all’interno delle mura della nostra ambasciata a New Delhi. E, come sempre, abbiamo nuovamente rivolto qualche domanda al Generale Fernando Termentini.

1. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a diversi “colpi di scena”. All’inizio la vicenda faceva ben sperare, poi, come sempre accade, la situazione è peggiorata: il malore (un’ischemia) per Massimiliano Latorre e, notizia diffusa oggi dall’Hindustan Time, che i due Fucilieri abbiano fatto pressioni sul Comandante della Petroliera Enrica Lexie per inviare un falso rapporto: strano, però, che tutto ciò venga detto dopo il rinvio al 12 settembre e dopo oltre due anni di accuse mai supportate da prove.

Assolutamente strano e non è la prima volta che accade. Non appena per un motivo o per un altro l’attenzione viene dirottata sui Marò per motivi seri, escono notizie a dir poco strane. Quella della dichiarazione di Vitielli, comandante della Enrica Lexie, è gravissima. È stata sconfessata dall’armatore, ma se io fossi gli interessati, attraverso i legali indiani, denuncerei il giornale per diffamazione. Nello stesso momento, la Procura italiana dovrebbe aprire un fascicolo d’ufficio per accertare la verità, oltre la smentita, in quanto Vitielli in qualità di Comandantete della nave è un ufficiale di Polizia Giudiziaria e se avesse veramente aderito ad una richiesta del genere avrebbe commesso un fatto gravissimo.

2. Il Ministro della Difesa Roberta Pinotti ha dichiarato che se la situazione fosse stata facile, sarebbe stata già risolta. Inoltre, che l’Italia è pronta ad adire la questione di fronte alle Nazioni Unite: non sarebbe stato il caso di pensarci già il 15 febbraio 2012?

Se non proprio il 15 febbraio 2012, sicuramente il 22 marzo 2013 quando sono stati rimandati in India, anche se il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon ha sempre dichiarato che era un “caso fra Stati”. C,omunque a dire il vero, nel novembre del 2012 il Presidente Monti avrebbe dovuto sollevare il caso in occasione del suo intervento al plenum dell’Assemblea.

3. Al di là dell’importanza per il nostro paese, la vicenda dei Fucilieri rischia di passare in secondo piano di fronte alle crisi di Ucraina e Siria-Iraq. Adesso che il nostro Ministro degli Esteri Federica Mogherini è a capo della Politica Estera e di Sicurezza Comune, durante il semestre italiano, quali possono essere le azioni da intraprendere a livello Unione Europea? È giusto continuare l’apporto alle Operazioni Ocean Shield e Atalanta dopo il completo disinteresse della comunità per Mare Nostrum?

Non è assolutamente giusto che noi continuiamo a partecipare ad Ocean Shield e Atalanta e gli altri ci hanno lasciato soli per Mare Nostrum. Naturalmente, il Ministro degli Interni Angelino Alfano risponderà che lui ha ottenuto Frontex Plus, ma il “plus” ha valenza solo se incrementa qualcosa, altrimenti non vale nulla se incrementa l’inesistente!

Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 8 –

LaTorre_Girone_Campidoglio--400x300Eccoci nuovamente a parlare di due Italiani, dimenticati dai media se non quando manca un articolo su un quotidiano o un servizio al telegiornale. Anche gli Italiani sembrano non interessarsene più di tanto, ormai presi da chi viene convocato per il Brasile e chi resta a casa. Eppure, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, Fucilieri della Marina Militare, sono ancora prigionieri a New Delhi, contro ogni logica, contro ogni regola del diritto internazionale e, cosa più importante, della nostra Costituzione. Già, per il nostro testo costituzionale nessun cittadino italiano o straniero può essere estradato in un paese estero in cui viga la pena di morte o siano lesi i fondamentali diritti umani: e non passa un giorno che in India, i cui giudici dovrebbero giudicare i nostri Fucilieri, siano commessi atti di violenza indiscriminata contro donne e bambini, con funzionari pubblici corrotti e collusi. Siamo così tornati a fare qualche domanda al Generale dell’Esercito Fernando Termentini.

1. Un nuovo governo ma stessi tentennamenti. Parliamoci chiaro, Generale, risultati concreti ne sono avvenuti per la risoluzione del caso Enrica Lexie e il ritorno in Patria di Massimiliano e Salvatore?

Concordo e per questo abbiamo deciso di rompere gli indugi e di interessare la Magistratura, perchè sia fatta luce sulle responsabilità.  Oggi abbiamo tenuto una conferenza stampa presso la sala Stampa di Montecitorio senza essere all’ombra di nessun partito politico nonostante una fugace apparizione di sua iniziativa e come pubblico dell’Onorevole La Russa che ha condiviso semplicemente la nostra iniziativa.

2. Adesso che Modi ha stravinto in India e la Gandhi battuta, cosa ci possiamo aspettare dal Governo di New Delhi, in un paese dove non passa giorno che i diritti umani e la legge sono calpestati (ragazze stuprate e impiccate tra i plausi di folle ubriache di fanatismo)? 

FucilieriModi h me non inspira assolutamente fiducia. Pragmatico più che nazionalista. Non credo che dopo aver usato i nostri Marò nella campagna elettorale, chiedendo misure restrittive nei loro confronti fino ad invocare la pena di morte, possa fare una marcia indietro improvvisa. Anche la nomina dell’avvocato difensore dei due Marò a Procuratore Generale, e quindi la massima autorità accusatoria, depone a favore di una rapida e positiva conclusione della vicenda. Un ultranazionalista che in passato si è coperto gli occhi mentre venivano massacrati migliaia di mussulmani e cristiani nello Stato in cui era governatore, non lascia sperare bene. A mio avviso, invece, auspicherei un’esposizione diretta del Ministro Mogherini e dello stesso Premier Renzi, che dimostrino di essere decisi di portare avanti una battaglia con decisione a partire dall’avvio immediato di un Arbitrato Internazionale e dimostrando che l’Italia non accetta più l’atteggiamento indiano completamente disattento agli obblighi del Diritto internazionale.

3. Il 2 giugno si è tenuta la video-conferenza con Massimiliano e Salvatore alle commissioni difesa di Camera e Santo, dove Girone si è sfogato, dopo due anni di promesse vaghe mai mantenute. Anche nelle Forze Armate (specie in ambito Marina) cresce il malumore, sebbene sempre celato: potrebbe rischiare di esplodere tutto insieme (e non a torto, oserei dire)?

Non penso ad un’eclatante “esplosione” del malumore perchè chi indossa le stellette è abituato ad ingoiare il boccone amaro senza dimostrare disgusto palese. Piuttosto la vicenda non influisce bene sicuramente sul morale di tutti i militari, specialmente quelli impiegati fuori del territorio nazionale in quanto si sentono abbandonati a loro stessi. Piuttosto è ipotizzabile un’improvvisa reazione dei due Marò che, esasperati, lontano dalle loro famiglie ed incerti sul loro futuro potrebbero esprimere in maniera eclatante il loro dissenso. E le parole di Girone ieri erano più che una lamentela: un messaggio!

4. Il 14 giugno prossimo si tiene una manifestazione a Roma in solidarietà di Max e Salvo dal titolo “Tutti insieme, nessuno indietro”. Qualche esponente dell’attuale governo ha confermato la sua presenza? 

No che io sappia. Comunque so con certezza che i famigliari non vogliono etichettature politiche ma sicuramente non potranno scacciare chi si presenti anche se connotato politicamente. Anche noi oggi in conferenza non avevamo invitato l’Onorevole La Russa, che si è presentato come pubblico e con un ruolo istituzionale ben preciso, per cui quando ha voluto esprimere il suo pensiero è stato ospitato sul podio dei conferenzieri per un senso di rispetto e responsabilità. Credo che se il 14 qualche esponente politico si affaccerà sul corteo, presumibilmente avverrà qualcosa di analogo. Ospitalità pura per una questione di educazione da cui non si può prescindere ma che non credo possa rappresentare un’etichettatura politica.

Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 7 –

LaTorre_Girone_Campidoglio--400x300Dopo due anni da quel fatidico 15 febbraio 2012, giorno in cui i Fucilieri di Marina del Reggimento San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono stati costretti a non lasciare l’India con l’accusa di avere ucciso due pescatori mentre espletavano un servizio antipirateria a bordo della nave mercantile Enrica Lexie, battente bandiera italiana e che navigava in acque internazionali, qualcosa pare si stia muovendo “in quel” di Nuova Delhi. I giudici indiani, infatti, hanno deciso di accettare il ricorso presentato dai due Fucilieri di Marina sospendo l’iter processuale, dopo oltre due anni di rinvii e tergiversazioni, due anni passati, vogliamo ricordarlo, senza che nessun giudice indiano abbia mai sollevato un capo di accusa nei loro confronti. Tanto è stato scritto e detto, dall’incapacità della nostra diplomazia fino a occulti giochi economici di importanti società industriali italiane; adesso, dopo questa svolta, siamo tornati a rivolgere qualche domanda al Generale Fernando Termentini, cercando di capire come potrà evolvere nelle settimane venture l’intera vicenda. Ecco il nuovo punto su Max e Salvo.

1. Oggi i giudici indiani hanno accettato il ricorso presentato dall’Italia e sospeso il procedimento giudiziario nei confronti di Massimiliano e Salvatore. È davvero un fatto positivo come da più parti si legge oppure è solo un escamotage della giustizia indiana per guadagnare tempo e “tirala” ancora una volta per le lunghe?

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone lasciano il carcere di TrivamdrumLa possibilità che la decisione sia stata presa per guadagnare un atro mese e superare le elezioni non è da scartare a priori, ma il pronunciamento è giuridico e quindi a mio modesto avviso apre altre possibilità se i nostri rappresentanti istituzionali e politici intendono portare avanti l’azione. Credo infatti che insistendo sulle leve internazionali si potrebbe arrivare a vedere riconosciuta l’immunità funzionale anche in considerazione del luogo ove si trovava la Enrica Lexie al momento dei fatti, come riconosciuto dalla Corte Suprema indiana il 18 gennaio 2013. In ogni caso De Mistura dovrebbe prendere atto che la sua politica attendista ha fatto perdere un anno dal rientro dei due Marò in India e dare le dimissioni dall’incarico. Torno a fare riferimento a quel famoso 22 marzo 2013 in quanto rappresenta il momento in cui l’Italia ha ceduto definitivamente la sua sovranità riconsegnando due militari ai tribunali indiani senza motivo (considerando che le prove dei fatti ancora le devono presentare) e, peraltro, in una situazione in cui incombeva la possibilità di una sanzione di pena capitale.

2. Qualche giorno fa, è uscita un’indiscrezione sulla stampa indiana (e riportata quasi in sordina da quella italiana), secondo cui la stessa guardia costiera del Kerala si diceva sicura dell’innocenza dei due Fucilieri di Marina imbarcati sulla Enrica Lexie, a proposito dell’uccisione dei due pescatori. Che l’India voglia davvero uscire dal “loop” i cui è entrata ormai più di due anni fa?

Credo che l’intenzione sia proprio questa e sicuramente al momento opportuno, quel famoso 22 marzo 2013, l’Italia ha perso l’occasione buona per aiutare l’India ad uscirne. Comunque conoscendo l’interlocutore e sapendo che si stanno avvicinando le elezioni sarei molto cauto sotto questo aspetto. Peraltro, se vincesse come probabile il nazionalista Modi, si riaprirebbe tutto il problema e quindi l’Italia deve approfittare di questo mese per riportare a casa i due Marò.

3. Un’ultima domanda. Adesso che il processo è stato sospeso, ogni accusa è di fatto “congelata”, se non addirittura decaduta. Non sarebbe opportuno fare rientrare immediatamente Massimiliano e Salvatore in Italia, senza aspettare un nuovo cambio di umore da parte delle autorità indiane?

FucilieriSicuramente, e per questo insisto sul fatto che il Governo deve insistere perché siano riconsegnati all’Italia per essere sottoposti a giusto processo. A tale riguardo propongo un’agenzia dell’ANSA con una dichiarazione dell’Ambasciatore Terzi che mi sembra molto chiara ed indichi la strada per ridare a Massimiliano e Salvatore la loro dignità nazionale e riconsegnare all’Italia i propri diritti di Stato sovrano. “L’elemento più positivo, il tener fuori l’agenzia antiterrorismo delle investigazioni sui Marò, è il frutto di una pressione molto forte che finalmente il Governo Italiano ha iniziato ad esercitare coi maggiori partner internazionali e, soprattutto, con l’annuncio che l’Italia avrebbe attivato un arbitrato obbligatorio davanti all’ONU sul conflitto di giurisdizione, iniziativa che per un anno è rimasta inspiegabilmente chiusa nei cassetti del Governo”. Così l’ex Ministro Giulio Terzi. “Quindi, si dimostra che la strategia corretta è questa, ha continuato Terzi, bisogna accendere tutti i riflettori della comunità internazionale e far vedere che l’Italia vuole difendere i suoi diritti con tutti i mezzi dati dall’ordinamento internazionale. Perché’ l’Italia, ha aggiunto l’ex Ministro degli Esteri, deve essere così timida nell’adire il Consiglio di Sicurezza su una questione che riguarda un principio fondamentale, quello della libertà di navigazione in alto mare?”.Terzi, ribadendo “la correttezza della linea del governo di internazionalizzazione della questione”, ha detto che la stessa linea “fu affossata dalla decisione inconcepibile del 22 marzo 2013 di rinviare i Marò in India. Invece questa linea ci deve consentire di riportarli fuori subito dall’India senza che vengano giudicati in un processo chiaramente illegittimo, perché senza giurisdizione da parte di quel Paese”.

Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 6 –

Latorre-GironeAltri quattordici giorni di attesa per sapere il destino di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due Fucilieri di Marina del glorioso Reggimento San Marco ormai da più di due anni bloccati in India e impossibilitati a fare rientro in Italia. Due anni passati fra accuse mai provate per aver ucciso due pescatori indiani, mentre a bordo della nave mercantile Enrica Lexie espletavano per conto dello Stato italiano i servizi antipirateria; due anni fatti di rinvii da parte dei giudici e dei tribunali di New Delhi che, non avendo a questo punto alcuna prova in mano a carico dei due militari della Marina Militare, sono costretti ad interminabili udienze e rinvii da un “loop” dal quale non riescono più ad uscire. Più volte abbiamo intervistato il Generale Fernando Termentini da sempre in prima linea per un loro rientro in Italia con onore, ancora prima che la nostra politica si svegliasse a causa dei venti elettorali delle prossime elezioni europee. Siamo tornati ad incontrarlo e gli abbiamo posto nuove domande dopo l’ennesimo rinvio del tribunale indiano.

1. Dal 15 febbraio 2012, giorno in cui la triste vicenda di Massimiliano e Salvatore è cominciata, sono cambiati tre Ministri della Difesa (Ammiraglio Di Paola, On. Mauro e On. Pinotti) e tre Ministri degli Esteri (On. Terzi, On. Bonino, On. Mogherini). Quanto influisce un altalenare di nomine in così breve tempo in una situazione così complicata?

FucilieriSicuramente per una controporte con quella indiana abituata ad interloquire con una ben precisa persona cambiare l’interfaccia non è una delle migliori soluzioni. Peraltro per mentalità sono “sospettosi” e, quindi, stentano ad aprire un auspicabile canale interlocutorio che renda più semplici le cose. Nella fattispecie, quindi, i cambiamenti non hanno favorito i rapporti anche se in questi ventiquattro mesi poco si è giocato sul piano politico puro e diplomatico ma più su quello che potremmo chiamare giuridico-normativo.  Possiamo, infatti, dire che per quanto attiene ai rapporti diplomatici, solo il Ministro Terzi si è esposto in prima persona andando in India ed aprendo accordi bilaterali, mentre totale è stata l’assenza della Bonino, che ha preferito delegare rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri del rango funzionario a rappresentare l’Italia in importanti occasioni come la riunione Europa-Asia. Una scelta motivata dal voler mandare all’India un messaggio di distacco da parte italiana ma che forse ha mancato proprio nei contenuti perché non ha tenuto conto della cultura indiana anche sul piano politico. Il Senatore Monti credo abbia parlato una volta con Singh in tema di pena di morte, il Premier Letta non ha parlato con nessuno almeno in occasioni ufficiali. L’ex Ministro Di Paola si è limitato a compiere l’errore, comunque sicuramente concordato con il Capo dell’Esecutivo a cui apparteneva, di dare soldi ai parenti delle vittime con lo scopo di donare qualcosa, ma che l’opinione pubblica indiana, e gli stessi danneggiati, hanno interpretato come un riconoscimento di fatto di colpa.  Solo il Ministro Mauro si esposto in più di un’occasione, ma forse tardi, e facendo riferimento a fondamenta già consolidate e sicuramente che non favorivano la sua azione.  Forse la decisione migliore da prendere dopo che il 22 marzo 2013 i nostri Fucilieri di Marina sono stati riconsegnati all’indebito giudizio indiano, era quella di designar un “mediatore internazionale” unico a cui affidare con grande autonomia la gestione della vicenda. Persona assolutamente diversa dall’inviato ufficiale del Governo italiano De Mistura, molto formale ma poco concreto. Disattento nell’affermare a televisioni indiane che i due Fucilieri di Marina erano incappati in un “tragico errore”, altrettanto poco attento nel presentarsi nell’aula del tribunale dando l’impressione che il processo fosse contro l’Italia e non avverso i due Marò. In sintesi molto showman ma molto poco “intermediatore di conflitti”.

2. I Ministri Bonino e Mauro sono stati sostituiti dal neo Premier Matteo Renzi. Dopo un anno dal loro insediamento, cosa è stato fatto e, più importante, non fatto per risolvere l’intera vicenda?

Non vorrei essere ipercritico, ma sicuramente come ho già detto nulla da parte del Ministro Bonino, che anzi ha espresso parole di negazione dello Stato di Diritto nei confronti dei due Fucilieri di Marina rilasciando ai giornali dichiarazioni del tipo “Innocenza dei Marò non è stata provata”. Del Ministro Mauro mi sembra aver accennato prima e non credo potesse fare di più.

3. Ma a livello internazionale si sta muovendo effettivamente qualcosa oppure il nostro Paese è solo? Possiamo sperare in un intervento del Palazzo di Vetro oppure le Nazioni Unite prenderanno il fatto compiuto che l’India è una potenza nucleare emergente del Sud-Est Asiatico?

L’india ha un ruolo preminente in ambito Nazioni Unite e non credo che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, la cui figlia peraltro ha sposato un importante indiano, si muova in tal senso. Formalmente qualcosa sembra muoversi ma da quello che leggiamo dai giornali sono dei flash abbastanza rapidi tipici di una tattica tutta diplomatica piuttosto che una seria e decisa azione internazionale.

4. Ieri, 23 febbraio, il Ministro della Difesa Anthony da New Delhi ha rilasciato una dichiarazione per cui il suo Paese non farà nessun passo indietro e che non ci saranno compromessi. In tutto questo, dobbiamo infine aspettare altri quattordici giorni…

Latorre e GironeIeri è stato dato l’annuncio a cui fa riferimento Lei, oggi è arrivata l’Agenzia che riporto integralmente dall’ANSA. “Il Procuratore Generale indiano Vahanvati ha presentato l’opinione del Governo favorevole ad abbandonare il Sua Act per la repressione della pirateria, ma ha chiesto che i capi di accusa vengano formulati dalla polizia NIA. La difesa si è opposta a quest’ultima ipotesi e il giudice ha fissato una nuova udienza tra due settimane. Vahanvati ha consegnato al giudice Chauhan l’affidavit con l’opinione del Ministero della Giustizia sul caso dei Marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre in cui si esclude il ricorso al Sua Act.  Il documento sostiene però che i capi d’accusa saranno presentati dalla polizia NIA, l’unità antiterrorismo, che ha svolto le indagini.  L’avvocato della difesa Mukul Rohatgi ha però obiettato che <è impossibile utilizzare la NIA in assenza del Sua Act>. Il giudice ha allora chiesto alle parti di presentare le loro posizioni fissando per questo un termine di due settimane”. Un testo che lascia perplessi, perché conferma innanzitutto la scarsissima affidabilità di un sistema giudiziario che cambia le regole in corso d’opera. Inoltre, non credo che la decisione così come presentata sia favorevole. Infatti si corre il rischio che il Giudice di fronte all’impossibilità di accettare prove dalla NIA probatorie sul piano formale giuridico in quanto la NIA non ha delega di indagine se non per motivi che impongono l’applicazione della Sua Act, rizzerà il tutto affidando ad altri l’indagine e con il rischio che si riaffacci all’orizzonte la competenza del Kerala. Comunque, il gioco delle tre carte continua con lo scopo di arrivare alle elezioni . Si spera solo che il nuovo Presidente del Consiglio ed il Nuovo Ministro degli Esteri facciano sentire la loro voce.

Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 5 –

Fiocco-giallo-pro-MaroÌ€Come di consueto, siamo tornati ad incontrare il Generale Fernando Termentini e a rivolgergli qualche domanda sulla vicenda dei Fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Sono state due settimane piene di notizie e di svolte, dall’interessamento diretto dell’Unione Europea nella figura di Catherine Ashton, Alto Rappresentare per la Politica Estera e di Sicurezza Comune, alle dichiarazioni dell’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi su presunte pressioni di ambienti economici e lobby industriali; dalle dichiarazioni del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, secondo cui la vicenda è da risolversi bilateralmente dal nostro Paese e dall’India senza coinvolgere gli organi internazionali, fino alle audizioni in Parlamento del Ministro degli Esteri Emma Bonino di fronte a Camera e Senato mortificatamente vuote. Oggi sono due anni che Massimiliano e Salvatore sono di fatto prigionieri a New Delhi in attesa di un giudizio che sembra non arrivare mai, complici i numerosi rinvii del tribunale indiano.

1. E così siamo arrivati ad un’impasse politica e diplomatica durata due anni e, nonostante le audizioni e le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Emma Bonino, non sembra vicina alla soluzione. La prossima settimana, il 18 febbraio, la Corte indiana dovrebbe pronunciarsi in merito alle accuse da formulare, che non dovrebbero prevedere la pena di morte ma comunque appellarsi al Sua Act, la legge che punisce gli atti di pirateria, sempre che non avvenga l’ennesimo imbarazzante ed umiliante rinvio. A questo punto della vicenda non è un po’ tardi “fare la voce grossa”?

FucilieriCredo che sia assolutamente tardi per fare la voce grossa. Ieri, il Premier uscente ha dichiarato l’intenzione di ricorrere ad un arbitrato internazionale, lo ha fatto con un ritardo di dieci mesi quando invece se avesse rappresentato il primo atto del suo Governo oggi tutto sarebbe stato concluso. Letta accenna a qualcosa la cui proposta fu fatta l’11 marzo dall’ex Ministro Terzi e che si è trascinata con un nulla di fatto per dieci mesi per poi parlarne l’ultimo giorno del suo mandato quasi fosse stato sciolto da vincoli ereditati dal precedente Governo. Renzi da giorni parla ma non ha mai accennato ai Marò, gli hanno passato uno specifico “testimone” e sta ottemperando alle disposizioni ricevute?

2. Delle nuove dichiarazioni dell’ex Ministero degli Esteri Giulio Terzi hanno messo nero su bianco sulla stampa nazionale che dopo il suo rifiuto di rimandarli a New Delhi vi siano state delle forti pressioni da parte degli allora Presidente del Consiglio Mario Monti e del Ministero della Difesa, l’Ammiraglio Giampaolo Di Paola, che addirittura pianse ai giornalisti che lo intervistavano. Interessi economici e politici, quindi, pare che si siano intrecciati con il destino di Massimiliano e Salvatore?

Latorre e GironeNe sono stato sempre convinto e mi convinco sempre di più leggendo le carte che mano a mano vengono alla luce. Sono certo che ce ne sono di molte altre del genere di quella a cui Terzi ha fatto cenno e che potrebbero  rivelare che nell’intera faccenda sono stati preminenti interessi personali o di lobby. Ipotesi, sarà pure così ma a “pensar male non si fa mai peccato”!

3. Stiamo in questi giorni assistendo, in Italia, all’ennesima bagarre politica e crisi di governo: la credibilità del nostro Paese ne può risentire anche a livello internazionale, alle Nazioni Unite, nell’Unione Europea e nella stessa Alleanza Atlantica. È come se lasciassimo carta bianca all’India, paese prossimo alle elezioni con un partito nazionalista super favorito e che certamente in questi mesi non ha risparmiato parole pesanti sui due Fucilieri…

latorre-gironeConoscendo un pochino il subcontinente indiano credo proprio di poter affermare che il peso del partito nazionalista di Modi si è fatto sentire e si farà sentire sulla vicenda. A ciò aggiungiamo la vicenda politica che ci vede coinvolti in cui la Direzione di un Partito di maggioranza per appena 20.000 voti impone un Premier nella persona di un sindaco di una cittadina, non eletto in parlamento e non in possesso di particolari caratteristiche professionali che poteva suggerirne la scelta. Il Presidente della Repubblica fa finta di nulla e si va avanti: verso dove  è difficile saperlo e la credibilità del nostro Paese si avvicina ai valori teorici dello “zero assoluto”.

4. In un’aula semideserta, il 13 febbraio il Ministro degli Esteri Emma Bonino ha relazionato sugli ultimi sviluppi del caso, dalle dichiarazioni del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon alle iniziative messe in campo dalla Signora Katherine Ashton, Alto Rappresentante della Politica Estera dell’Unione Europea.  Molto mortificante, specie per chi veste (o ha vestito in passato) la divisa vedere il completo disinteresse dei nostri rappresentanti eletti…

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone lasciano il carcere di TrivamdrumMortificante ed offensivo per tutti coloro che in questo momento nel mondo stanno mettendo a rischio la loro vita per affermare la visibilità della nostra Nazione. Una dimostrazione che si aggiunge a tante altre e che dimostra che chi siede in Parlamento è presente solo quando si sente minacciare la sedia. In alternativa,  ci potrebbe essere anche un’altra risposta con un’ipotesi forse non troppo azzardata. L’Aula era deserta in assoluta contestazione di un Ministro degli Esteri occupata fino ad oggi più a condividere le decisioni dell’Uruguay a liberalizzare le droghe leggere ed a riconoscere, primo politico in Europa,  il neo eletto Presidente iraniano, piuttosto che ad andare in India e metterci la faccia per i nostri Marò. Perché fino ad ora non lo abbia fatto lo sappiamo tutti: la Ministro Bonino è allergica alle uniformi militari.

5. Fin dall’Amministrazione Fiduciaria della Somalia e dall’intervento in Corea negli Anni Cinquanta, passando poi per la ONUC, la UNTSO, la UNIFIL, la UNOSOM, la ONUMOZ, la UNAMIR, fino alle attuali missioni sotto le insegne delle Nazioni Unite, l’Italia ha contribuito a fornire contingenti militari per i Caschi Blu, versando un alto contributo di sangue. Adesso Ban Ki-Moon pare dimenticarsene, relegando la questione ad una fatto da risolvere bilateralmente, nonostante la missione di Massimiliano e Salvatore richiamava proprio quelle risoluzioni dell’Assemblea e del Consiglio di Sicurezza varate contro la pirateria internazionale. Alla luce di questo, dovrebbe essere rivista la nostra partecipazione degli oltre mille soldati che indossano il “casco blu”?

LaTorre_Girone_Campidoglio--400x300Rivedere la nostra politica di partecipazione alle missioni internazionali sarebbe forse pericoloso dopo che siamo riusciti ad ottenere che l’unica fiducia che l’estero ha per il nostro Paese è l’incondizionato apprezzamento per i nostri militari. Forse sarebbe invece il caso di cominciare ad alzare il “prezzo” per le nostre partecipazioni ed entrare nella schiera dei più alti debitori verso le Nazioni Unite capeggiata dagli USA e non i migliori pagatori.

6. Un’ultima considerazione, forse banale, ma comunque da sottoporre all’attenzione di chi legge, ma anche agli stessi giudici indiani e funzionari del Ministero degli Esteri: l’incidente all’Enrica Lexie avviene alle ore 16.00 (ora indiana) mentre il comandante del peschereccio St. Atnhony all’arrivo in porto con i corpi dei due pescatori dichiarò che l’incidente era delle 21.30. Non bastava già questo a chiudere l’intera questione due anni fa?

Latorre-GironeA mio avviso sì ed era sufficiente non far rientrare a Natale i nostri militari in India con un divieto di espatrio del tutto giustificato in considerazione che la nostra Magistratura aveva aperto un fascicolo per “omicidio Volontario” . Mi risulta per interposta persona che fu proposto al Senatore Monti, sono certo di aver presentato un esposto in tal senso a marzo ma nulla è accaduto e di nulla sono stato informato.

Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 4 –

latorre-gironeProsegue la nostra inchiesta sulla vicenda che, dal 15 febbraio 2012, vede trattenuti in India, senza alcun capo di accusa ancora formulato, i Fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Siamo tornati a rivolgere qualche domanda al Generale Fernando Termentini, visto anche il tardivo interessamento all’intero affaire da parte della nostra classe politica, che dopo due anni di attese e ritardi, ha deciso di inviare una missione parlamentare a New Delhi: peccato, però, che non si siano accorti che il Parlamento indiano era chiuso per la festa nazionale…

1. Da poco più di una settimana l’intera vicenda dei Fucilieri di Marina sembra essere ad una svolta: missioni diplomatiche di parlamentari, servizi televisivi come mai prima d’ora. Addirittura il Presidente della Repubblica ha affermato, telefonicamente con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che torneranno con onore in Italia. Ma è davvero così? Come mai sono dovuti passare due anni prima che si increspassero un poco le acque? Saranno mica i venti elettorali?

Latorre e GironeAnche io ho il sospetto che questo inopinato interesse di tutti compresa la massima carica dello Stato potrebbe essere legato a “venti elettorali”. In alternativa l’unico motivo razionale potrebbe essere quello che tutti e nello stesso istante  siano stati svegliati da un letargo che durava da 24 mesi. Un risveglio improvviso che ha portato anche a decisioni non molto coerenti,  forse indotto dalla mente intorpidita da un lungo sonno, come la scelta delle date del viaggio in India della Delegazione bicamerale in corrispondenza della ricorrenza delle festa nazionale. Meravigliarsi, poi, che nessun parlamentare indiano è stato disponibile ad un incontro mi sembra azzardato. Mi meraviglio piuttosto io della sorpresa espressa da molti nostri politici ! Non poteva essere altrimenti e semmai ci sarebbe da chiedere all’Ambasciatore Mancini a Delhi se abbia informato la Farnesina di questa coincidenza e perché il Ministero degli Affari Esteri non abbia consigliato un rinvio di qualche giorno della partenza per Delhi  dei rappresentanti delle commissioni Esteri-Difesa. Una conferma che “l’odore delle elezioni” può essere stato l’elemento scatenante possiamo trovarla anche dalle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Bonino che per il tramite di recentissime agenzie di stampa ci parla dei due Marò dopo essere stata assolutamente silente dal 27 aprile del 2012 e che, la stessa,  in ambito internazionali a Monaco a margine del vertice della sicurezza abbia dichiarato “i nostri Marò erano in servizio quindi non si può applicare la legge antiterrorismo”. Una dichiarazione peraltro che definire inappropriata è forse poca cosa, nel momento che il Ministro non sottolinea il diritto dei due militari di avere assicurata dallo Stato l’immunità funzionale e che comunque, pur escludendo una legge che prevede la pena di morte, non sottolinea in un contesto internazionale che “l’unico diritto vero a giudicare  è quello dell’Italia”.

2. Anche i tribunali indiani pare vogliano riconsiderare l’eventuale pena che dovrebbe essere inflitta ai due militari italiani qual’ora fossero ritenuti colpevoli dell’uccisione dei due pescatori a bordo del peschereccio St. Anthony. Che anche loro si siano resi conto dell’impasse giuridica in cui si sono “infilati” da quella maledetta notte del 15 febbraio di due anni fa?

Latorre-GironeSe il 22 marzo fosse stato ascoltato l’allora il Ministro Terzi di non rimandare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in India al termine della licenza elettorale, come peraltro deciso congiuntamente agli altri Ministri interessati e con il placet del  premier Monti alcuni giorni prima, l’11 marzo, si sarebbe fatto un grosso favore al Governo indiano entrato in un loop senza fine peraltro per decisioni prese da uno Stato Federale senza alcuna sovranità internazionale, il Kerala. Si è invece preferito la strada degli interessi economici di parte o di lobby con interessi nel Subcontinente indiano adducendo come scusante il “rispetto della parola data”,  ed i nostri Fucilieri di Marina sono stati svenduti per trenta denari mettendo in crisi anche Delhi.

3. Adesso pare anche che l’Italia non sia più sola. Si sono fatti avanti gli Stati Uniti, lievi solidarietà internazionali sono venuti da altri Stati europei nonché dalla stessa Unione Europea. Che si siano resi conto che un’eventuale sentenza a sfavore dei due Fucilieri potesse “riscrivere” molte norme di diritto internazionale a proposito di immunità funzionali, giurisdizionali e regime di acque internazionali?

FucilieriEsatto concordo con le sue considerazioni. Si stanno muovendo tutti in ambito internazionale perché vedono compromesse norme del Diritto Internazionale e Pattizio con grave compromissione del castello giuridico sottoscritto dai vari Stati e costruito spesso a fatica nel corso degli anni. Forse, ritornando a quel famoso 22 marzo, se avessimo trattenuto i Marò in Italia e l’India avesse portato avanti le sue minacce nei confronti del nostro Ambasciatore, tutto il contesto internazionale si sarebbe mosso prima perché la decisione indiana di cancellare l’immunità diplomatica di Mancini, avrebbe compromesso la garanzia per tutti gli altri rappresentanti della diplomazia internazionale accreditata  a Delhi.

4. Stando a quanto riportato sui siti internet della Marina Militare e del Ministero della Difesa, i decreti che hanno istituito i Nuclei di Protezione a bordo dei cargo e dei mercantili sono rimasti immutati. Nessuna modifica o integrazione a fronte del disastro tra comandi e enti che si sovrappongono. Neanche si capisce bene a chi o a cosa rispondano i Fucilieri imbarcati sulle navi mercantili. Non sarebbe opportuno rivedere i decreti che hanno attuato tale operazione, anche per prevenire che in futuro si ripetano situazioni simili?

Sicuramente è a mio modesto avviso una priorità fondamentale in modo da cancellare qualsiasi finestra interpretativa con decreti attuativi ben più precisi degli attuali. E poi, mi lasci dire, che forse sarebbe il caso di affidare la sicurezza delle navi a contractors come fanno quasi tutte le nazioni del mondo, quanto meno per un motivo che ritengo essenziale. Pensiamo cosa accadrebbe se venisse sequestrata una nave con a bordo militari armati!